L'assessore silurato

«Ecco perchè Sala mi ha cacciato»

La verità dell’ex assessore Furio Suvilla: «Le mie posizioni facevano paura»

Bruno Ansani

14 Gennaio 2019 - 13:29

VIGEVANO - Pensarla in modo differente dal sindaco gli è costato il posto. O almeno così sostiene Furio Suvilla, assessore
all’Urbanistica fino a una settimana fa, quando il primo cittadino gli ha revocato l’incarico. Tutta colpa delle posizioni prese dall’ex assessore, che in un’intervista all’Informatore del 22 novembre si era dichiarato contrario a nuovi supermarket e centri commerciali, proprio mentre all’esame di maggioranza e giunta stava arrivando un progetto per un altro insediamento, un punto vendita MD in via Podgora. È proprio su questo punto che in una conferenza stampa tenuta ieri mattina Suvilla ha sganciato alcuni siluri contro Sala e la maggioranza.

«Quel progetto - dice Suvilla - è stato bocciato sonoramente dalla Lega, messo nero su bianco dalla capogruppo, la quale ha comunicato che vi erano 4 consiglieri pronti ad astenersi e solo 2 favorevoli. Posizione che condivido, dato che ritengo che quell’intervento non sia necessario alla città. Su questo la maggioranza non è affatto compatta e per questo il sindaco ha parlato di congelamento del progetto». E su Md (piano firmato dagli architetti Franco Varini e Matteo Mirabelli, quest’ultimo ex assessore in quota lista civica La strada verso Milano) Suvilla dice di avere «ricevuto forti pressioni, abbastanza inusuali dato che io ero semplicemente un assessore, non un consigliere comunale che vota». Ma è su tutta la partita che riguarda il commercio che Suvilla si è messo di traverso.

«Le mie posizioni il sindaco le conosceva bene. Le ho espresse pubblicamente perchè ritengo sia necessario un forte cambiamento di direzione, teso a valorizzare il piccolo commercio e dire basta alle grandi e medie strutture. Sono le stesse cose che dice la Lega a livello nazionale, per cui qua l’unico in linea col partito sono io. E come me credo la pensi la stragrande
maggioranza dei vigevanesi. Si capisce perchè sono diventato un problema: raccolgo consenso. E non solo all’interno della Lega. C’è paura del cambiamento, di pensare in modo differente. Si è sempre detto che bisogna portare Vigevano a Milano, io invece credo che vada portata Milano a Vigevano: abbiamo bisogno degli investitori e dei visitatori che possono arrivare dalla metropoli. Perchè questa è una città che deve ritornare a produrre ricchezza e non essere semplicemente una città che consuma».

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Commenti all'articolo

  • unvigevanese

    10 Febbraio 2019 - 11:40

    Parole sante. Il supermercato in via Buozzi sarà un DISASTRO sia per il commercio locale che per la viabilità e la vivibilità della zona. E così evidente ... solo chi ne trae profitto finge di non capirlo.

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