giorno della memoria

Inciampare per ricordare. Clotilde, Carlo, Sofia, Max e Sigmund

Giovedì 24 gennaio al Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria

Annalisa Vella

15 Gennaio 2019 - 16:57

Inciampare per ricordare. Clotilde, Carlo, Sofia, Max e Sigmund

Sessantamila piccole targhe di ottone, con incisi i nomi e le date dei deportati nei lagher nazisti, affiorano dai selciati di oltre 1800 città europee. Sono il monumento diffuso che lo scultore Gunter Demnig dedica, da 25 anni, a tutte le vittime della vergogna razziale e della persecuzione politica, perché “una persona viene dimenticata solo quando viene scordato il suo nome”, dice.

Da due anni il progetto è approdato anche a Pavia, curato dal Comitato Pietre Inciampo della Provincia di Pavia, cui partecipano ANPI Provinciale Pavia e ANED, e patrocinato da Istoreco, Provincia di Pavia e da tutti i Comuni coinvolti nelle pose. Nel 2018 sono state posate 9 pietre, e quest’anno altre 13 sono state incastonate nel selciato presso la casa da cui venne deportata una persona cui i carnefici del lager strapparono il nome, e spesso la vita.
A chiusura delle pose, giovedì 24 gennaio alle ore 17, presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia, si svolgerà lo spettacolo Inciampare per ricordare. Clotilde, Carlo, Sofia, Max e Sigmund, voce recitante di Lucia Ferrati, pittura dal vivo di Giuliano Del Sorbo.

Nei lager tedeschi, oltre agli ebrei dalla "stella gialla", come i fratelli Sofia, Max e Sigmund Bick, vennero deportati, torturati o uccisi migliaia di partigiani, antifascisti e resistenti civili: per loro un "triangolo rosso" all'altezza del cuore.
La memoria della deportazione politica è stata trascurata nel dopoguerra, benché riguardasse oltre 24 mila persone. Furono deportati, e spesso assassinati, italiani di ogni parte della penisola, antifascisti e partigiani di tutte le fedi politiche, operai colpevoli di aver scioperato e cittadini protagonisti di atti di Resistenza civile. Clotilde Giannini e Carlo Pietra furono tra questi. Nomi, volti e storie di donne e uomini spesso sconosciute e perse nell'oblio degli anni, ma che ora sono diventate "pietre" resistenti, su cui siamo costretti ad inciampare per ricordare. E per non dimenticare più.
A Clotilde, Carlo, Sofia, Max e Sigmund, protagonisti e simboli di quello sterminio va l'omaggio di Lucia Ferrati e di Giuliano Del Sorbo che con la potenza delle parole (testimonianze, documenti storici, prose e poesie di G. Ungaretti, F. Matacotta, P.Calamandrei, I. Calvino, Gertrud Kolmar, Primo Levi) e con l’emozione della pittura dal vivo rievocheranno le loro irrinunciabili presenze.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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