giorno della memoria

Ricordando Rudich e Olivelli

Prende il via oggi (giovedì) “Il Rumore della Memoria”, la rassegna di “parole e visioni per ricordare” la Shoah

Annalisa Vella

24 Gennaio 2019 - 11:05

Ricordando Rudich e Olivelli

Leon Rudich

Prende il via oggi (giovedì 24 gennaio) “Il Rumore della Memoria”, la rassegna di “parole e visioni per ricordare” la Shoah organizzata a Vigevano da Rete Cultura in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune. Gli eventi - incontri, proiezioni di film, letture, concerti e approfondimenti - si susseguiranno fino a domenica 3 febbraio tra biblioteca, auditorium San Dionigi e Cavallerizza. Con un’appendice domenica 10 febbraio dedicata al giorno del ricordo delle Foibe.

Sarà un omaggio a Leon Rudich, medico romeno di religione ebraica perseguitato dai nazisti e vigevanese “di adozione”, ad aprire la lunga serie degli eventi per la giornata della Memoria. Coinvolgeranno tante realtà cittadine, col monito perenne, stentoreo, assoluto di non permettere mai più tragedie come l’Olocausto, basate sull’odio e sulla menzogna. “Un ebreo a Vigevano” sarà il monologo del professor Luigi Fusani e si terrà stasera (giovedì 24 gennaio) nella sala Franzoso della biblioteca Mastronardi. L’evento, ad ingresso libero, è organizzato dalla sezione vigevanese dell’Anpi e dall’Aned, l’associazione nazionale dei deportati nei campi nazisti. «Leon Rudich, nato in Romania nel 1905 da famiglia di origine ebrea – è l’anticipazione di Fusani – si è trasferito a Pavia nel 1925, laureandosi in medicina sette anni dopo. Ottenuta la cittadinanza Italiana, si è stabilito a Vigevano. In seguito all’introduzione nel 1938 delle leggi razziali fasciste “in difesa della razza” viene privato della nazionalità italiana e dichiarato apolide insieme alla moglie Lucia Guastalla». Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ecco il confino a Nereto, in Abruzzo, e l’impossibilità al suo ritorno di svolgere la professione. Iniziò quindi l’attività di manovale prima, e operaio poi in una ditta che produceva articoli di legno. Dopo l’8 settembre 1943 si è nascosto nei boschi del Ticino per timore di essere deportato in Germania, aiutato in queste circostanze da persone amiche. La decisione di trasferirsi in Svizzera fino alla caduta del nazifascismo gli ha salvato, molto probabilmente, la vita. Dopo la guerra tornò a Vigevano, ricominciando tutto da capo fino alla morte, avvenuta all’età di 83 anni nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1988. Lo hanno pianto tutti i vigevanesi, che l’avevano affettuosamente battezzato “al dutur russ”. Rudich era, infatti, rosso di capelli. Una via nella periferia di Vigevano porta il suo nome e Fusani, con la sua eloquenza, racconterà altri dettagli della storia di quella che, nel Novecento vigevanese, fu una delle figure più significative.

Venticinque pannelli che vogliono far luce sul fenomeno, ancora poco conosciuto, della deportazione politica in Italia durante gli anni bui del nazifascismo, seguendo idealmente il beato Olivelli durante il suo ultimo tragico viaggio. La mostra “In treno con Teresio”, all’auditorium San Dionigi di piazza Martiri della Liberazione, coinvolgerà due weekend e inizierà sabato 26. Il sottotitolo è “I deportati del Trasporto 81 Bolzano – Flossenburg”. La organizza l’Aned in collaborazione con l’Anpi vigevanese. Sempre l’Aned aveva già promosso nelle scuole iniziative di approfondimento sulla figura di Teresio Olivelli, con l’obiettivo di far conoscere anche la sua “preghiera del ribelle”. Adesso due suoi membri, gli storici locali Marco Savini e Maria Antonietta Arrigoni, hanno voluto fare luce sulla sorte e sulla vita dei 432 deportati nel convoglio verso i lager. «Il progetto è innovativo – aggiungono gli organizzatori – in quanto vuole ricostruire le vicende dei deportati attraverso una pluralità di fonti, da quelle naziste a quelle prodotte dai deportati stessi. Non è stato trascurato il ruolo della memorialistica, nella sua dimensione valoriale e umana, vista come essenziale contributo alla conoscenza del vissuto nel lager. Nel rapporto con la storia queste testimonianze rappresentano la memoria viva, una fedeltà a un passato che dalle pagine dei deportati si configura come un impegno civile per non dimenticare. Raramente in italia è stato indagato un singolo trasporto di deportati, partendo dall’elenco delle SS. Sono presenti documenti concessi dal Memoriale del campo di Flossenburg e disegni di Vittore Bocchetta (classe 1918), uno degli ultimi sopravvissuti del trasporto 81». La visita alla mostra, finanziata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, è gratuita e si avvale della proiezione di video e di materiale documentario. La presentazione a Vigevano sarà in contemporanea con le medesime mostre a Torino, Pisa e Ancona. Gli orari sono dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30. La cerimonia inaugurale sarà domenica 27 alle 10.

Si intitola “Teresio Olivelli - Ribelle per amore” il libro di Anselmo Palini - insegnante, saggista e conoscitore dei temi legati alla pace, all’obiezione di coscienza, ai diritti umani e alla non violenza - che sarà presentato sabato 2 febbraio alle 17,30 all’Auditorium San Dionigi. Un libro che ricostruisce in modo corretto e completo la vicenda biografica di colui che don Mazzolari ha definito “lo spirito più cristiano del nostro secondo Risorgimento”. La sua “ribellione per amore” non riguarda solo la partecipazione alla resistenza, ma anche la sua ribellione ai soprusi, alle angherie e alle brutalità nei lager in cui è stato detenuto. Nel lager di Hersbruck egli continuava a difendere i propri compagni di prigionia per alleviarne le drammatiche sofferenze, operando sempre senza essere animati dall’odio ma dall’amore. Muore a soli 29 anni per le percosse subite dai suoi aguzzini. La serata sarà condotta da Marco Savini, con le letture a cura di Valentina Summa e Gianmarco Marenghi.

Le proiezioni

I tanti che, silenziosamente, salvarono tantissimi ebrei durante gli anni più cupi e i crimini del nazismo visti durante il grigiore della vita quotidiana. Sono queste le trame dei due film scelti per celebrare la giornata della memoria. Il primo, “Gli Invisibili” di Claus Räfle, sarà proiettato stasera (giovedì 24) e domani al cinema Odeon alle 21,15, nonché il 25 mattina alle 9 soltanto per le scuole, a cura dell’associazione culturale Il Grillo con Con Tatto Donna. Il secondo è “Lettere da Berlino” del regista Vincent Perez, a cura del gruppo di lettura “Bibliosofia” nella sala Franzoso della biblioteca civica, sempre venerdì ma alle 20,45. L’introduzione sarà di Mariuccia Passadore.
“Gli invisibili” racconta la storia vera di alcuni ragazzi che, nel 1943, a Berlino dichiarata “città libera dagli ebrei”, riescono a diventare invisibili agli occhi dell’umanità, riuscendo a resistere alla barbarie del nazismo assumendosi la responsabilità della propria vita e di quella degli altri. Prima della proiezione alcuni giovani attori de Il Grillo Onlus interpreteranno un pezzo con lo stesso titolo, invitando non solo a ricordare ciò che è stato, ma a pensare, metabolizzare e fare proprie le sofferenze, i pensieri e le tragedie che la storia del secolo scorso ci ha lasciato.
“Lettere da Berlino” è invece la storia di una coppia che alla morte del figlio si risveglia da un abbaglio e “spedisce” ai suoi concittadini cartoline postali con appelli alla ribellione. Ma in fondo quello che si aspettano i protagonisti è di essere denunciati dal vicino o da un collega di lavoro, perché nella Berlino degli anni Quaranta la delazione era considerata il dovere civico per eccellenza. Domani in Biblioteca, sala Franzoso, alle 20,45. Introduce Mariuccia Passadore.

Gli approfondimenti

Nel lungo elenco di eventi dedicati al giorno della Memoria non mancheranno due conferenze di approfondimento. Nella prima, “Un tango ad Auschwitz – Music macht frei” (che parafrasa la sinistra frase al cancello del lager più celebre, “Il lavoro rende liberi” tradotto dal tedesco) sarà la scrittrice vigevanese Mariateresa Bocca ad approfondire un aspetto curioso, quello della musica nei campi di concentramento. L’evento sarà sabato 26 alle 17 nella sala dell’Affresco del Castello di Vigevano a cura dell’Unitre. L’indomani alla stessa ora sempre Bocca sarà la presentatrice de “Il silenzio di Dio” presso l’Auditorium San Dionigi, un incontro a cura dell’associazione culturale Libellula e del Rotary Club Mede Aureum. «Nei lager non c’era solo silenzio, il lamento o le grida dei deportati – aggiunge Mariateresa Bocca riferendosi a “Music macht frei” – ma c’era anche musica. Si cantava e suonava per mantenere la dignità, ma anche per esprimere il dolore. Si suonava davanti alle camere a gas, in attesa dei treni dei deportati, prima delle esecuzioni. Si suonava per non rassegnarsi alla morte. Era musica per vivere». “Music macht frei” è a cura dell’Università della terza età. Ne “Il silenzio di Dio”, evento dalle tematiche se possibile ancora più profonde e strazianti, ci sarà l’accompagnamento musicale della giovanissima pianista vigevanese Greta Cattaneo e parleranno don Mauro Bertoglio, l’artista Giuse Iannello e Laura Pasquino. «Dov’era Dio – si chiede Bocca – quando nei lager si moriva, dov’era Dio nell’ora più buia che il mondo avesse mai vissuto? Che cosa c’è all’origine dell’antisemitismo? Hitler aveva un’anima e che rapporto avete con l’arte?”. Domande alle quali i tre relatori cercheranno di dare risposte, per far luce sul l’orrore della Shoah».

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