mortara le tasse

Rimborsi Tasi, istruzioni per l’uso

Da restituire circa 200 mila euro, già 200 cittadini si sono presentati in Comune

Claudio Bressani

08 Febbraio 2019 - 18:03

Rimborsi Tasi, istruzioni per l’uso

MORTARA – In due settimane sono già più di duecento i contribuenti mortaresi che si sono recati in Comune, all’ufficio tributi, per ottenere il rimborso della Tasi 2015 pagata in eccesso. In totale l’ente è stato condannato dal Consiglio di Stato a restituire a tutti i proprietari di casa circa 200 mila euro perché quell’anno aveva aumentato le aliquote, ma fuori tempo massimo. In Comune ci hanno messo dodici mesi per avviare la restituzione, ma hanno fatto il possibile per semplificare le procedure: si può anche fare tutto senza muoversi da casa.

«Premesso che si tratta di una tassa in autoliquidazione – dice l’assessore al bilancio Margherita Baletti – e quindi non era possibile il rimborso diretto ma serve un’istanza da parte del cittadino, gli uffici hanno sistemato la banca dati e provveduto a fare tutti i calcoli».

In pratica cosa bisogna fare? «Il primo passo è scaricare dal sito la domanda, compilarla e farla arrivare in Comune, portandola di persona o anche inviandola con pec o mail ordinaria».

Sull’istanza deve essere indicato l’importo di cui si chiede il rimborso: come si determina? «Si richiede all’ufficio tributi, anche in questo caso andandoci direttamente oppure con una semplice telefonata. Sul sito inoltre c’è il link a un programma piuttosto semplice con il quale calcolarlo. Così il cittadino può verificare la correttezza dei nostri conteggi».

E poi il rimborso come arriva? «Ci sono tre possibilità: o sulla domanda si indica il proprio codice Iban per ricevere l’importo con un bonifico sul conto corrente bancario o postale, o si opta per il rimborso diretto in contanti, per importi fino a 200 euro, recandosi a riscuoterlo in tesoreria, oppure si sceglie di mettere la somma in compensazione con quanto dovuto di Imu per il 2019».

Hanno diritto al rimborso i proprietari per la tassa pagata per la prima casa ed eventuali pertinenze. La Tasi era pagata anche dagli inquilini, ma con un’aliquota diversa, più bassa, che non era stata aumentata e quindi questa categoria non è interessata dai rimborsi. «La somma complessivamente da restituire – spiegano all’ufficio tributi – dovrebbe aggirarsi sui 200 mila euro: in media 30-40 euro a famiglia. Non c’è una scadenza per presentare una domanda né è previsto un importo minimo. In questi giorni stiamo iniziando a liquidare i primi rimborsi con le disponibilità di cassa, poi il bilancio stanzierà le risorse occorrenti».

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