a ferrera erbognone

Discarica d'amianto: c'è nullaosta di Arpa e Ats

L' ad di Acta: «Siamo pronti ad accogliere i primi carichi che arriveranno entro il mese».

Ilaria Dainesi

05 Aprile 2019 - 11:15

I lavori alla discarica di Ferrera

Verranno conferite circa 120mila tonnellate di lastre di eternit

Arpa Lombardia a Ats hanno rilasciato il nullaosta per l’avvio dell’attività alla discarica di cemento amianto di Ferrera Erbognone. L’azienda Acta fa sapere di aver ricevuto la necessaria documentazione e un giudizio di valutazione finale, dopo che, nei primi mesi dell’anno, gli stessi tecnici degli organismi di controllo avevano effettuato i sopralluoghi ed analisi sulle tre matrici principali, ovvero acqua sotterranea, aria e suolo. È stato realizzato il cosiddetto “bianco” e dai dati analitici non è emersa alcuna anomalia. «Siamo pronti ad accogliere i primi carichi – dichiara l’amministratore di Acta, Francesco Minghetti – che arriveranno entro il mese. Gli enti, che elogio per la loro professionalità, hanno anche verificato scrupolosamente l’idoneità degli impianti realizzati». Nel documento «si attesta che il primo lotto è stato realizzato in conformità al progetto autorizzato». Si tratta di un volume di 97mila metri cubi che andrà ad ospitare circa 120mila tonnellate di cemento amianto.         «Per noi è molto importante specificare che il rifiuto ammesso sarà costituito solo da “cemento amianto” (lastre di eternit) – spiega Minghetti di Acta – Nel senso che il rifiuto ammesso si definisce “compatto” (con una percentuale di amianto del 15% e con l’85 % di cemento). Questo materiale, nel corso della sua rimozione (Piano di Lavoro presentato ad ATS) verrà incapsulato (ricoperto su entrambe le facce con una colla simile al vinavil per evitare la dispersione di fibre), infine le lastre così trattate e sovrapposte verranno avvolte e sigillate con un telo di polietilene antistrappo. Solo il bancale così confezionato verrà ammesso in discarica. La discarica non è assolutamente autorizzata a ricevere amianto “friabile” (il materiale di coibentazione di aspetto fibroso), quello maggiormente problematico per la salute». In merito alle preoccupazioni espresse sulla sicurezza, l'ad di Acta dichiara: «Comprendiamo le perplessità dei cittadini – spiega Minghetti – ma, insieme agli enti di controllo, abbiamo elaborato un esteso piano di monitoraggio per garantire la sicurezza della salute pubblica e dei lavoratori dell’impianto. Ritireremo direttamente da centri di stoccaggio e non da singoli privati – continua Minghetti – Ciò significa che, prima di essere avviato alla discarica, il rifiuto verrà controllato dall’Ats durante la sua rimozione, incapsulamento e confezionamento. Poi il corretto confezionamento sarà verificato dal centro di stoccaggio, dove i responsabili della discarica potranno prenderne visione. Infine l’accettazione in discarica sarà subordinata ad una ulteriore verifica amministrativa ed ad approfondito esame visivo. Se il carico non risultasse a norma e quindi aderente all’autorizzazione, verrà respinto al mittente. Il ritiro dai centri di stoccaggio (ad esempio dalle Piattaforme di raccolta rifiuti), e non direttamente dai privati, ci porterà ad una riduzione degli utili, ma ci assicurerà una maggiore serie di controlli e la massima verifica circa l’effettiva tracciabilità del rifiuto stesso. Vogliamo avere sempre il pieno controllo di quanto ritireremo per offrire le massime rassicurazioni ai cittadini del territorio, ai lavoratori dell’impianto e alla nostra società. Ci diamo l’obiettivo di rassicurare e convincere anche chi ha avanzato perplessità sulla discarica che questa, da noi adottata, è la migliore soluzione al problema “amianto compatto”, la quale consente di rimuovere un pericolo, costituito dalle lastre di eternit deteriorate sui tetti, senza introdurre nuovi pericoli, grazie alla corretta gestione del rifiuto».

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