In risposta al ban di Trump

Huawei sta programmando un nuovo sistema operativo

Paolo Vella

11 Giugno 2019 - 09:43

Huawei sta programmando un nuovo sistema operativo

Huawei e Google hanno fino ad agosto per trovare un compromesso

L'amministrazione Trump ha vietato alle aziende americane di stipulare accordi con le compagnie cinesi, e fra queste anche (e soprattutto) con Huawei. Nel lungo termine questo significa che sui terminali Huawei non potranno più esserci i servizi Google, che altrimenti sarebbero preinstallati, così come anche quelli delle altre realtà americane. Nel breve termine Huawei ha invece ottenuto una licenza temporanea per continuare a fornire aggiornamenti software almeno sui terminali già esistenti e già venduti ai propri clienti.
Google non ha alcun interesse a togliere la licenza di Android a Huawei, e sta cercando di dimostrare al governo USA che la scelta di tagliarla fuori improvvisamente dal settore potrebbe rappresentare una seria minaccia alla sicurezza nazionale. Se Huawei utilizzasse un fork di Android, ovvero una versione ibrida del sistema operativo di Google priva solo delle funzionalità sotto licenza dello stesso, sarebbe molto probabile che il nuovo sistema operativo "sia più a rischio hack, anche da parte di esponenti cinesi".
Negli USA c'è già un ban sui terminali Huawei, quindi può sembrare strano che l'installazione di un fork di Android sui device del produttore possa produrre danni diretti alla sicurezza americana. In realtà però non è così strano: se Huawei installasse una versione personalizzata del sistema operativo di Google senza servizi, non avrebbe ad esempio Google Play Protect, o i servizi Google presenti alla prima installazione di Android. Questo significa che i terminali dell'azienda farebbero affidamento a servizi di terze parti, anche in sostituzione del Google Play Store, rinunciando alla sicurezza che può garantire un colosso come Google.
Abbiamo già visto come affidarsi a realtà terze per strumenti sensibili possa facilmente rendere a rischio hack un dispositivo, ed è chiaro che - considerando che i device Huawei sono venduti in tutto il mondo - questi dispositivi potranno comunicare tranquillamente anche con terminali americani e viceversa. Insomma, da una parte Google punta sulla sicurezza nazionale per intenerire Trump (che ha imposto il ban proprio per lo stesso motivo), dall'altra Big G non vuole perdere gli accordi con il secondo produttore di smartphone al mondo.
Huawei ha infatti dichiarato che potrebbe rilasciare un sistema operativo custom anche entro fine anno, che comunque sarebbe basato su Android senza però usare i servizi Google sotto licenza. A prescindere dalle considerazioni di Google sulla sicurezza, è chiaro che le società statunitensi rinunciano a enormi possibilità di guadagno privandosi di un partner commerciale delle dimensioni di Huawei. Il sistema operativo della società cinese sarà conosciuto come Oak OS (versione internazionale) e HongMeng OS (versione per il mercato cinese).
I test per il sistema operativo che andrà (forse) a sostituire Android potrebbero portare a un suo debutto già nel mese di Agosto o a Settembre 2019, in tempo per il lancio di Mate 30 nelle varie versioni. Huawei potrà comunque continuare a utilizzare l'Android Open Source Project ma non potrà più collaborare con Google per i futuri dispositivi, non potrà integrare i servizi di "Big G" e neanche le patch di sicurezza ufficiali rilasciate dal colosso statunitense.
Rimane da considerare un'altra ipotesi: entro lo scadere dei tre mesi di ulteriore proroga (che scadranno ad Agosto 2019) per l'utilizzo di Android sotto licenza Google potrebbe arrivare un accordo tra USA e Cina (e di conseguenza con Huawei) che potrebbe risistemare la situazione e farla tornare come in precedenza.

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