L'innovazione

Perseo, la giacca piena d'acqua che protegge gli astronauti dalle radazioni spaziali

Il progetto coordinato dall'Università di Pavia e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana

Ilaria Dainesi

14 Giugno 2019 - 12:14

Perseo, la giacca piena d'acqua che protegge gli astronauti dalle radazioni spaziali

I test effettuati in orbita

Il prototipo è stato testato con successo dall’astronauta dell'ESA Paolo Nespoli nel novembre 2017 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Si è concluso ufficialmente il 12 giugno il progetto PERSEO (acronimo di PErsonal Radiation Shielding for intErplanetary missiOns), coordinato dall’Università di Pavia e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, che ha portato allo sviluppo del primo prototipo di una giacca piena d’acqua per la protezione degli astronauti dalla radiazione spaziale. «Il prototipo – spiegano dall'Università di Pavia – è stato testato con successo nel novembre 2017 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dall’astronauta dell'ESA Paolo Nespoli, nell’ambito della missione umana Expedition 52/53, terza di lunga durata nell'ambito dell'accordo NASA-ASI per la ISS. La collaborazione PERSEO vede oltre al ruolo di coordinamento di UNIPV, il coinvolgimento delle aziende italiane Thales-Alenia Space Italia, SMAT - Società Metropolitana Acque di Torino, AVIOTEC, ALTEC e ARESCOSMO e dell’Università di Roma Tor Vergata e con il supporto logistico di Kayser Italia, ha progettato e costruito il prototipo, e svolto a terra tutte le verifiche necessarie dei requisiti di sicurezza per il suo utilizzo in ambiente spaziale. Il test in orbita è servito a verificare la vestibilità e praticità della giacca in situazione di microgravità, e a validare la strategia di utilizzo dell’acqua di bordo per la radioprotezione personale, senza sprecare questa risorsa essenziale e aggirando costi e problemi logistici legati al lancio di grandi quantità di materiali schermanti di altra natura in vista dei viaggi interplanetari di lunga durata. L’efficacia della giacca in termini di riduzione della dose di radiazione ai tessuti più sensibili dell’astronauta è stata verificata con simulazioni 3D, e validata anche con misure a terra presso l’acceleratore di protoni del centro TIFPA (Trento Institute for Fundamental Physics and Applications). La riuscita del progetto e le competenze acquisite dai partner nel corso degli ultimi tre anni aprono la strada allo sviluppo di nuovi dispositivi di radioprotezione personale che seguano la filosofia della giacca di PERSEO, e a un loro possibile utilizzo nella futura esplorazione spaziale».

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