Giornata della Memoria

Volti e poesie dai lager

Le iniziative organizzata a Vigevano dall'amministrazione comunale insieme a Rete Cultura

Annalisa Vella

24 Gennaio 2020 - 18:14

Volti e poesie dai lager

Un acquerello realizzato da Lino Portaluppi

Dalla Cavallerizza al Cagnoni: quest’anno per la Giornata della Memoria l’amministrazione comunale ha deciso di portare i ragazzi a teatro: «un luogo più raccolto rispetto agli ampi spazi del Castello, che vuole anche essere un invito a conoscerlo e viverlo di più», ha spiegato il primo cittadino, Andrea Sala, martedì mattina nel corso di una conferenza stampa.

L’occasione sarà, martedì 28 gennaio, lo spettacolo “Le vacanze di Henry”, una produzione Teatro Procopio con la regia di Daniele Broggin. Al teatro Cagnoni andrà in scena la storia di Henry, un uomo “bambino” che non aveva capito cosa stesse succedendo; qualcuno infatti gli aveva fatto credere che stesse andando in vacanza. Solo più tardi (troppo tardi), capirà il luogo della sua destinazione. Uno spettacolo divertente e trascinante, capace di coinvolgere il giovane pubblico, che però, inconsapevolmente, si ritroverà di lì a poco a rivivere l’orrore dell’Olocausto.
Dopo lo spettacolo, sarà presentato il concorso “La scuola con e per la Memoria” destinato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e delle scuole professionali cittadine, chiamati quest’anno a lavorare sui seguenti temi: da che parte stanno gli eroi, il ruolo della propaganda e della censura per sostenere l’adesione dei soldati alla guerra, le donne e i bambini nei cambiamenti sociali determinati dai conflitti armati, la guerra e lo sport, i nuovi confini post bellici: scenari storici e culturali. Gli elaborati dovranno pervenire all’Ufficio Politiche Giovanili entro il 13 maggio 2020. La presentazione del concorso vedrà anche la testimonianza dei premiati dello scorso anno, con il racconto del loro viaggio in Normandia. Seguiranno infine le esibizioni degli studenti delle scuole secondarie di primo grado Robecchi, Bussi, Bramante e Besozzi, sotto forma di racconti, poesie, canti e musica. Sono complessivamente 500 i ragazzi che saranno coinvolti nella mattinata a teatro.
Ma l’iniziativa del settore Educativo del Comune è solo una delle tante organizzate in città, grazie alla collaborazione di Rete Cultura, Anpi e Aned. Già questa sera (venerdì 24) alla Sala Franzoso della Biblioteca Civica, a cura del Gruppo di Lettura Bibliosofia, ci sarà la proiezione del filmConcorrenza sleale” di Ettore Scola. La pellicola, ambientata a Roma nel 1938, descrive i rapporti tra due commercianti che si detestano. I due negozi sono adiacenti: la sartoria di Umberto, milanese benestante, e la merceria di Leone, romano di origine ebrea. Il loro rapporto cambierà dopo la promulgazione delle leggi razziali in Italia: Umberto, che non condivide queste leggi, si avvicinerà sempre più con rispetto e amicizia a Leone.
Si deve all’impegno di Aned Provinciale e Anpi Vigevano la mostra “Volti nei lager, ritratti eseguiti nel 1944 a Fossoli e Bolzano” che sarà allestita, dal 25 gennaio al 3 febbraio, nella Sala dell’Affresco del Castello Sforzesco. Il pubblico avrà l’occasione di vedere gli eccezionali disegni e ritratti realizzati da Armando Maltagliati nei lager delle SS di Fossoli di Carpi e di Bolzano. Accanto ad essi, anche due disegni altrettanto inediti di Lodovico Barbiano di Belgiojoso dedicati allo stesso Maltagliati. L’autore non era un prigioniero qualunque: le SS lo avevano scelto come capocampo. E questi ritratti, in numerosi casi, rappresentano l’ultima immagine che ci rimane di persone inghiottite dalla macchina dello sterminio allestita dai nazisti. Accanto alla mostra, domenica 26 alle ore 10,30 Aned e Anpi organizzano la conferenza “Mauthausen e Flossemburg: i lager dove morirono i vigevanesi Santino Bonafin e Ermes Testori”. Garzone di panettiere residente e Vigevano, Santino Bonafin è stato arrestato durante il rastrellamento del 1° settembre 1944 nei boschi del Ticino. Deportato a Mauthausen con il trasporto 104 partito da Bolzano il 20 novembre 1944 e arrivato al campo il 21 novembre, gli viene assegnato il numero di matricola 110393. Muore in Austria, al sottocampo di Ansfelden il 24 maggio 2945, appena dopo la Liberazione. Ermes Testori era invece un operaio calzaturiero; renitente al bando Graziani, viene arrestato a Vigevano per diserzione il 18 febbraio 1944. Dopo essere stato incarcerato a San Vittore, viene deportato al campo di Flossenburg, dove gli assegnano il numero di matricola 29290. Muore nel sottocampo di Zwickau il 21 marzo 1945.
Altro appuntamento all’Auditorium Mussini, domenica 26 alle ore 16 (con replica lunedì 27 alle ore 9 per le scuole), con lo spettacolo teatrale “Senza nome” a cura della compagnia Il Grillo: partendo dal concetto di “memoria”, si ripercorrono i fatti, i documenti e si invitano gli spettatori non solo a ricordare ciò che è stato, ma a metabolizzare e a fare proprie le sofferenze, i pensieri e le tragedie che la storia del secolo scorso ci ha lasciato (ingresso 9 euro, ridotto 7 euro, studenti 3 euro).
Proseguendo la collaborazione con l’associazione culturale Genti Lucane, la prof.ssa Caterina Cotta Ramusino - docente di Storia e Filosofia al Liceo Cairoli - mercoledì 29 alle ore 21 alla Sala Franzoso della Biblioteca approfondirà uno degli aspetti forse meno conosciuti, ma ugualmente aberranti, dell’ideologia nazista: “Il delirio della razza pura: il Progetto Lebensborn”. Una parola tedesca che significa letteralmente “sorgente di vita”, il suo nome è strettamente legato a un progetto nato nel 1935 dalla mente di Himmler - Progetto Lebensborn, appunto. Se l’olocausto e i diversi progetti di sterminio dovevano servire ad eliminare le cosiddette “razze inferiori” (ebrei, zingari, omosessuali... - quel progetto mirava a creare una “super razza”, destinata in futuro a guidare la nazione ariana. In che cosa consisteva e quali furono le azioni concrete intraprese, e a quali drammi dettero luogo? A questi interrogativi si cercherà di rispondere nell’incontro. Giovedì 30, alle ore 21 al Ridotto del Cagnoni, si parlerà invece delle voci poetiche sulla Shoah con il prof. Giovanni Tesio e le letture di Valentina Summa e GianMarco Marenghi, nell’incontro “Nell’abisso del lager - Voci poetiche sulla Shoah”. Nell’antologia curata da Tesio, emerge la loro bellezza estetica e soprattutto il loro valore di testimonianza: un libro che scuote le coscienze con la forza della poesia, per non dimenticare che - come ha scritto Primo Levi nella “Tregua” - “guerra è sempre”. Seguirà venerdì 31 gennaio alle ore 10 all’Auditorium San Dionigi la presentazione del libro “Primo Levi . Ancora Qualcosa da dire”, un incontro riservato alle scuole.

Al Cinema Teatro Odeon di Vigevano per la Giornata della Memoria sono diversi sono i titoli pensati come proposte per scuole, famiglie e in generale tutti coloro che sono impegnati nel non dimenticare. Oltre 760 gli studenti che hanno già prenotato la visione. Il primo film in programma (venerdì 24 alle 11.15 e 21.15) è “La Douleur” di Emmanuel Finkiel, con Mélanie Thierry, trasposizione del romanzo della scrittrice francese Marguerite Duras. La Duras ha affidato alla pagina scritta i ricordi degli orrori del nazismo in Francia e il trauma delle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento, compreso il marito Robert Antelme, internato a Dachau, descrivendo in particolar modo l’angoscia deflagrante nel suo cuore perché risparmiata da tanta ferocia. Venerdì 24 gennaio alle 9 e lunedì 27 alle 11.15 ecco invece “Aquile randagie: gli scout che si ribellarono al fascismo” il film di Gianni Aureli, presentato il 22 luglio alla 49esima edizione del Giffoni Film Festival. Milano, 1928: tutte le associazioni giovanili sono chiuse per decreto del Duce. Tra queste, anche l’associazione scout italiana. A ribellarsi a questa decisione furono alcuni ragazzi del gruppo scout di Milano e Monza: le Aquile Randagie. Martedì 28 gennaio alle 9 è la volta di “Anna Frank, Vite Parallele” di Sabina Fedeli e Anna Migotto. Come sarebbe stata la sua vita se avesse potuto vivere dopo Auschwitz e Bergen Belsen? Cosa ne sarebbe stato dei suoi desideri, delle speranze di cui scriveva nei suoi diari? Come avrebbe interpretato la realtà attuale, il rinascente antisemitismo, i nuovi razzismi?

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