la riflessione

L’Italia ai tempi del Coronavirus

28 Febbraio 2020 - 15:47

L’Italia ai tempi del Coronavirus

Vivere ai tempi del Coronavirus, l’influenza virale che sta destabilizzando economicamente e socialmente il mondo intero. In una settimana le principali borse del pianeta sono crollate bruciando in pochi giorni centinaia miliardi di dollari. Interi paesi della Regione Lombardia (50 mila abitanti solo nel lodigiano) sono isolati dal mondo. Una quarantena che non si sa quanto ancora possa durare. Al momento di redigere queste note tutte le attività sociali, culturali, scolastiche ed economiche di gran parte del paese Italia sono ferme. Congelate come in un fotogramma di un film horror del quale non si sa quando appariranno i titoli di coda. Virologi, scienziati e tuttologi, da mane a notte fonda, pontificano dai talk show televisivi e attraverso gli articoli sui giornali sulla natura e la diffusione del virus. Un niagara di parole che non aiuta. Spesso disorienta il cittadino. Accade sovente che in queste interminabili trasmissioni i signori della scienza si contraddicano tra loro e la confusione regna sovrana. Non si sa cosa realmente può accadere. Come difenderci? Non certo lavandosi le mani da mattina a sera, o mettendosi delle inutili mascherine da 2 euro che oggi si trovano solo al mercato nero oppure on line a prezzi decuplicati. Ci si difende dal coronavirus, dicono alcuni “esperti fai da te”, tagliando tutti i rapporti sociali e chiudendosi nelle proprie case. Prima però bisogna fare incetta nei super-market di derrate alimentari, sufficienti per vivere nel bunker di casa propria per almeno un anno. E' la soluzione giusta? Forse no! Bisogna dire, senza tanti giri di parole, che da parte delle autorità scientifiche e politiche italiane, c'è stato un eccesso di zelo nel comunicare al mondo intero che lItalia è la nazione che ha monitorato la sua popolazione come in nessun altro paese colpito dal coronavirus. In Italia, sino a oggi, sono state ben oltre 10 mila le persone alle quali è stato fatto il tampone. In Francia 800 e in Germania 1000. E' evidente la sproporzione dei numeri. Più controlli si fanno e più aumentano le possibilità di trovare persone che, apparentemente, sono potenziali soggetti colpiti dalla malattia virale. Paradossalmente, oggi l'Italia è il posto più sicuro al mondo per il numero di controlli. Ma nonostante ciò, paura e ansia scandiscono le nostre giornate. Può sembrare una banalità, ma anche una corretta informazione può aiutare a combattere le nostre ansie da coronavirus. Solo un buon giornalismo può calmare un po' la paranoia che molti italiani stanno vivendo in questo inizio di anno bisestile. E poi vi è la cronaca di questi ultimi giorni a raccontarci che nelle prime ore che si è diffusa la notizia dei contagi nella nostra regione, i supermercati di molte città lombarde (compresi quelli di Vigevano) siano stati presi d'assalto svuotandoli in poche ore. Scene di panico, ridicole, per non dire patetiche. Una coppia è stata vista uscire da un mercatone con due carrelli stracolmi di cibi in scatola di ogni genere, sufficienti a sfamare per mesi un intero reggimento.

E la politica che fa in questa situazione di oggettiva difficoltà? Arranca. Annaspa. Al di là delle legittime (ma non opportune in questi giorni d'emergenza) critiche delle forze di opposizione, sembra non avere la necessaria autorevolezza nel dare delle direttive che siano chiare e che possano arginare questa improvvisa catastrofe sanitaria che sembra travolgere tutto e tutti. Gli italiani, per il resto del mondo, in pochi giorni, sono diventati tutti dei potenziali untori. Molte nazioni, che fanno parte della Comunità Europea,“sconsigliano” i viaggi in Italia almeno sino a fine marzo. Chiudere gli italiani nel recinto del Bel Paese, sembra per ora la ricetta che molti paesi, vicini e lontani, adottano per evitare il contagio coronavirus “made in Italy”. Le compagnie aeree bulgare e di British Airways hanno sospeso tutti i voli da e per Milano sino alla fine di marzo. L'isteria e la paura dilagano. Anche la Russia, Arabia Saudita e Irak e moltissimi altri stati europei ed extra europei hanno consigliato ai propri cittadini a non recarsi in Italia. Al momento di redigere questo articolo, l'uomo dal ciuffo color melga, l'uomo più potente del mondo (il Presidente degli Stati Uniti) sta decidendo se sospendere i collegamenti aerei con l'Italia. Speriamo di no. Sarebbe una tremenda mazzata per la nostra già traballante economia. In Italia, nell'Isola di Ischia un gruppo di abitanti ha urlato a una comitiva di“lombardi in gita di tornare a casa. Non vogliono i "nordisti untori"; "quelli che da anni ci definiscono terroni puzzolenti". Per la cronaca, quest'atteggiamento dello sparuto gruppo di isolani non è stato condiviso né dal sindaco di Ischia né dalla maggior parte della popolazione dell'isola campana. Col senno di poi bisognerà fare una riflessione su quanto ci sta accadendo. Forse si è sbagliato nel dare un'immagine dell'Italia che non è quella del paese reale. Il mondo ora ci teme e ci evita. Un allarme così amplificato dai media, tv, social e fake news, non ha riscontro in altre nazioni colpite dal coronavirus. Ora anche i fornitori cinesi hanno paura di noi. Sembra una farsa, ma non lo è. Certo che un'Italia più debole e isolata, lascia spazi economici e culturali ad altre nazioni. Comprese quelle che fanno parte dell'Unione Europea. Ma ancora senso definirla Europa Unita? Sono le stesse nazioni che in questi giorni drammatici per l'Italia, esprimono la loro solidarietà (bontà loro) lasciando aperte le frontiere. Anche se la compagnia francese SNCF ha imposto ai suoi controllori di scendere dai treni con destinazione Italia alla frontiera di Modane.

Dice lo psichiatra Roberto Marino: "Il nostro sistema sociale concepisce solo l'individualità. Ogni comunicazione sulla salute finisce per avere valore se riguarda il singolo individuo, la sua incolumità. Tutto il resto si vive con fastidio".

In questi momenti di emergenza sociale e sanitaria è doveroso rivolgere un ringraziamento a tutto il personale medico italiano che lavora senza sosta negli ospedali e nelle strutture d'emergenza. Grazie anche ai medici di famiglia per il loro prezioso e silenzioso lavoro attraverso il quale contribuiscono fattivamente a rendere più agevole l'immane lavoro dei medici nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

Coraggio, Italia! “Ha da passà ‘a nuttata”, diceva il grade Edoardo De Filippo alla fine della commedia “Napoli milionaria”.

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400

Pavia: ripartenze e umori

Pavia: ripartenze e umori

commercianti e artigiani

Furgone in fiamme al casello dell'autostrada: l'intervento dei vigili del fuoco

Furgone in fiamme al casello dell'autostrada: l'intervento dei vigili del fuoco

Le immagini

Le poesie di Rodari sulle panchine decorate da Ale Puro

Le poesie di Rodari sulle panchine decorate da Ale Puro

a mede

Rassegna stampa Informatore Vigevanese

Rassegna stampa Informatore Vigevanese

edizione 3 dicembre

Mezzana Bigli, crolla una parte del ponteggio: feriti sette operai

Mezzana Bigli, crolla una parte del ponteggio: feriti sette operai

E' accaduto nel primo pomeriggio

Primo giorno di porta a porta a Candia ed in cinque Comuni lomellini

Primo giorno di porta a porta a Candia ed in cinque Comuni lomellini

Sentiamo le parole dell'assessore all'ecologia di Candia, Paolo Marchese

Pavia: ripartenze e umori

Pavia: ripartenze e umori

commercianti e artigiani

Rassegna stampa Informatore Vigevanese

Rassegna stampa Informatore Vigevanese

edizione 26 novembre

Rassegna stampa Informatore Vigevanese

Rassegna stampa Informatore Vigevanese

edizione 19 novembre