In ospedale a Vigevano: aveva una perforazione intestinale da diverticolite acuta

Coronavirus, primo intervento chirurgico su una paziente positiva

La donna, 76 anni, è ancora in terapia intensiva: le sue condizioni sono buone

Claudio Bressani

03 Marzo 2020 - 17:53

Coronavirus, primo intervento chirurgico su una paziente positiva

È stato eseguito con successo ieri, lunedì, all’ospedale di Vigevano il primo intervento chirurgico su una paziente positiva al Coronavirus, che aveva una perforazione intestinale da diverticolite acuta del sigma. Ne dà notizia l’Asst precisando che la donna, 76 anni, residente in Lomellina, si trova ancora in terapia intensiva, ma è stata già estubata e il decorso post-operatorio prosegue in modo positivo, in attesa del trasferimento in un reparto che è stato istituito per l’isolamento dei malati infettivi. Le sue condizioni cliniche generali sono buone, senza necessità di assistenza respiratoria, lucida e collaborante. L'intervento è stato eseguito dall'equipe di Chirurgia generale diretta dal dottor Cosimo Sansalone, coadiuvata dall'equipe dell’Anestesia diretta dal dottor Livio Carnevale.
La donna era arrivata in Pronto soccorso venerdì «per malessere, febbricola e tosse secca». Era stata dimessa e inviata al suo domicilio con diagnosi di polmonite e terapia antibiotica, dopo aver eseguito il tampone. Appreso l’esito positivo, era stata subito informata, con l'invito a restare a casa in isolamento e ad avvertire in caso di peggioramento delle condizioni. Sabato si è ripresentata in Pronto soccorso per la comparsa di diarrea e ricoverata in Medicina interna.
«All’ingresso - informa l’Asst - l’assistita era vigile e orientata con parametri vitali stabili. L’Rx torace non evidenziava addensamenti polmonari. Tuttavia, lamentava dolori addominali diffusi, con particolare localizzazione in sede pelvica. A causa del peggioramento della sintomatologia veniva sottoposta a Tac addome con riscontro di perforazione intestinale in diverticolite acuta del sigma». Immediatamente è stata portata in sala operatoria e operata, con l’attuazione dei protocolli di sicurezza previsti per questa particolare infezione virale.
«L’intervento - conclude l’Asst - riveste particolare importanza in quanto viene garantita la continuità assistenziale anche nei pazienti affetti da Coronavirus e altre patologie che necessitano di assistenza sanitaria specifica. I protocolli recentemente adottati sono stati seguiti con attenzione in modo da garantire l’assistenza sanitaria in tutta sicurezza. Al fine di garantire agli altri pazienti ricoverati nelle nostre strutture un ambiente assolutamente sterile, vengono effettuate rigorose sanificazioni degli ambienti per evitare il propagarsi di eventuali contagi».

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