le strutture

Settanta letti riservati agli infettivi

L’ospedale dedica i reparti di Ortopedia, Otorino e Oculistica, la clinica l’Ortopedia-2. Rianimazione salirà a 9 posti e sarà solo per i positivi: gli altri in unità coronarica.

Claudio Bressani

05 Marzo 2020 - 18:27

Settanta letti riservati agli infettivi

VIGEVANO – Circa settanta letti riservati ai pazienti positivi al Coronavirus tra ospedale e istituto clinico Beato Matteo, di cui dieci di terapia intensiva. Le strutture sanitarie vigevanesi rivoluzionano la loro organizzazione per prepararsi a far posto all’ulteriore afflusso di pazienti, anche gravi, che potrebbe verificarsi nei prossimi giorni. Nel frattempo i casi positivi già ricoverati sono una decina, mentre per almeno un’altra dozzina si sta aspettando l’esito del tampone.

Ospedale civile L’Asst ha preso le ultime decisioni in una riunione dell’unità di crisi appositamente istituita (un organismo di 31 persone, collegate in videoconferenza dalle varie sedi), durata quasi quattro ore e conclusasi alle 18 di ieri, mercoledì. Il primo provvedimento, già adottato la scorsa settimana, era stato l’attivazione di 5 letti di Obi (Osservazione breve intensiva) aprendo un “repartino” al primo piano in un’ala dell’ex Medicina non lontana dal Pronto soccorso. È stato riservato ai pazienti con sintomi appena ricoverati, in attesa dell’esito del tampone. Lunedì è stato poi attivato il “Pgs”, ovvero il Piano Gestione Sovraffollamento, che impone di tenere sempre a disposizione letti in caso di picchi di afflusso. Lo spazio dedicato sarebbe quello già utilizzato per l’Obi, per cui si è ripiegato sulle stanze normalmente occupate dall’Otorino, che ha sospeso gli interventi non urgenti. Sono 7 letti, in cui sono stati ricoverati i pazienti accertati positivi che non necessitano di terapia intensiva. Gli spazi si sono ben presto saturati. Ieri sono state decise le ulteriori misure: altri letti da riservare ai malati infettivi si ricaveranno da oggi nelle stanze dell’Ortopedia (25) e dell’Oculistica (8-10), due reparti interamente svuotati e destinati ai pazienti positivi. I ricoverati “normali” di Ortopedia e Oculistica come quelli di Otorino (ormai pochi, visto che da giorni sono sospesi tutti gli interventi programmati e non urgenti), sono accorpati in Chirurgia generale.

Da parte sua l’istituto clinico Beato Matteo da martedì ha chiuso il reparto di Ortopedia-2, ricavato al terzo piano negli spazi già dell’Ostetricia, per destinare i 14 letti ai malati infettivi. Attualmente sono in buona parte occupati: vi sono ricoverati 3 pazienti certamente contagiati e altri 6 di cui in serata si stava aspettando l’esito del tampone. Altri due positivi senza gravi sintomi sono stati dimessi dalla clinica per proseguire l’isolamento a domicilio. C’è poi la terapia intensiva. L’idea iniziale era di allestire una seconda Rianimazione con 5 posti nel secondo blocco operatorio, le due sale normalmente utilizzate da Otorino e Oculistica, già dotate di letti e respiratori (alcune attrezzature supplementari sono arrivate ieri pomeriggio). Ma sono emersi problemi di interferenza nei percorsi, per cui al momento il progetto è in stand-by. Si è deciso allora di chiedere aiuto all’unità coronarica, che già nel 2014 era venuta in soccorso alla Rianimazione quando si era dovuta fermare per problemi all’impianto elettrico. Metterà a disposizione tre letti, in cui saranno trasferiti altrettanti pazienti negativi già ricoverati per altre patologie in Rianimazione, mentre un quarto dovrebbe andare in un posto tenuto a disposizione dall’istituto clinico Beato Matteo. Così i 7 letti esistenti in Rianimazione, più altri 2 “volanti” già autorizzati, saranno riservati interamente ai pazienti positivi.
Lo sforzo messo in campo è eccezionale: ci si prepara ad affrontare una situazione che potrebbe peggiorare, ma anche a dare una mano, se servirà, agli ospedali delle zone di Lodi e Cremona, ormai al collasso.

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