Regione Lombardia, cresce il numero dei decessi e dei contagi

Emergenza Coronavirus, Fontana: servono misure forti e radicali

Richiesta di sindaci, sindacati e categorie produttive: sospensione di tutte le attività

Mario Pacali

10 Marzo 2020 - 18:46

Emergenza Coronavirus, Fontana: servono misure forti e radicali

Misure drastiche e radicali. Lo chiedono i sindaci lombardi, le organizzazioni sindacali, le categorie produttive. E poco fa il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha inviato una lettera al premier Giuseppe Conte per chiedere un intervento del Governo per sospendere temporaneamente ogni attività.

Misure stringenti per fermare il contagio. La richiesta è partita oggi da Regione Lombardia, con una missiva indirizzata al Governo e firmata dal presidente Attilio Fontana unitamente ai sindaci dei capoluoghi lombardi. «I dati della prima zona rossa rappresentata da Lodi e Codogno, ci dicono che stiamo assistendo ad una evoluzione, con la riduzione del numero dei contagi, a differenza del resto della regione. E questi - ha ribadito Fontana - sono i dati da cui partire per chiedere misure stringenti. Misure che vengono chieste dai sindaci, dai sindacati, dalle categorie produttive stesse. Se i numeri dei contagiati si ridurrà come avvenuto nella prima zona rossa, occorre ridurre la vicinanza sociale. Ed è questa l'unica medicina per ridurre il contagio». Fontana ha poi ribadito che a livello romano «forse non è ancora ben chiara la situazione che stiamo vivendo in Lombardia». Ecco quindi la richiesta di sospensione temporanea di ogni tipo di attività. «Mi auguro che gli appelli che giungono da più parti - ha concluso il presidente - possano essere valutati attentamente dal governo». Che si riunirà domani mattina per analizzare la richiesta avanzata dalla Lombardia.

Intanto il bollettino sanitario è purtroppo in costante crescita. I pazienti risultati positivi al contagio sono 5.791 (322 in più di ieri), le persone ricoverate 3.319 (505 più di ieri), in terapia intensiva 466 (26 più di ieri), i decessi registrati 468 (135 più di ieri). Le persone dimesse e guarite sono 896. In provincia di Pavia i casi risultati positivi sono 324. A Bergamo 1472, nel bresciano 790, a Cremona 957, a Milano 592. Le strutture ospedaliere di Bergamo e Cremona, ha detto l'assessore regionale welfare Giulio Gallera, sono ormai allo stremo.

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