Sala: "stiamo studiando la soluzione adeguata"

Vigevano, verso una sospensione delle rette

In Lomellina scelte già adottate

Bruno Ansani

12 Marzo 2020 - 11:07

Vigevano, verso una sospensione delle rette

VIGEVANO - Per sapere se dovremo pagare la Tari (tassa rifiuti), l’Imu e la Tosap si attendono decisioni a livello nazionale, che riguarderanno tutti i Comuni italiani o quantomeno quelli lombardi. Per quanto riguarda invece le rette dei servizi il Comune sta pensando a una sospensione o a dei rimborsi.

«Il principio - spiega il sindaco Andrea Sala - è che non debbano essere pagati servizi dei quali non si è usufruito. Ma non possiamo intervenire direttamente su tutto». Per quanto riguarda gli asili nido, infatti, si deve fare riferimento alle misure regionali sui nidi gratis e sui bonus, che vengono gestiti direttamente dall’Inps. Per le scuole dell’infanzia comunali (scuole materne), il primo cittadino ritiene che l’amministrazione possa effettuare qualche intervento in autonomia, nella direzione espressa del “servizio non usufruito=servizio non pagato”. «La materne - dice Sala - dipendono direttamente ed esclusivamente da noi. Ma attualmente il regolamento comunale prevede alcune situazioni che non contemplano quella attuale. Si vuole arrivare alle sospensioni dei pagamenti o al rimborso del periodo pagato e non usufruito, ma dobbiamo arrivarci attraverso un nuovo provvedimento specifico».
In sostanza significa che non c’è tempo per modificare il regolamento (che dovrebbe passare dal consiglio comunale) e si sta chiedendo alla dirigenza di trovare una soluzione. Sala ha inviato una lettera ai dirigenti: “Valutato che la presenza in casa dei bambini a causa della chiusura dei servizi comunali per l’infanzia rappresenta un ulteriore criticità per le famiglie stesse, la non erogazione dei servizi di nidi e materne in forza delle disposizioni governative, può essere presupposto per la sospensione del pagamento delle rette per il medesimo periodo da parte delle famiglie? Chiedo di valutare se a termini di regolamento esistono i presupposti in tal senso al fine di andare incontro alle famiglie del territorio”. Nel frattempo è stata interpellata anche la Regione per chiedere che si tenga conto anche di queste situazioni e di contribuire a trovare una soluzione formalmente adeguata al problema.

In Lomellina scelte già adottate
SANT’ANGELO – La giunta di Sant’Angelo è stata la prima, in Lomellina, a decidere di sospendere il pagamento delle rette dell’asilo dal primo marzo fino alla regolare ripresa del servizio. «Non sappiamo
quanto durerà il periodo di chiusura – ha osservato Matteo Grossi, sindaco di Sant’Angelo – ma, di certo, le famiglie che hanno iscritto i bambini all’asilo comunale non pagheranno nulla. Credo sia l’aiuto minimo che l’amministrazione comunale debba dare in una situazione come questa». Anche l’amministrazione di Dorno, guidata dal sindaco Francesco Perotti, lunedì ha adottato un provvedimento simile, deliberando che non si dovrà pagare la retta di frequenza dell’asilo nido, dei servizi di pre e post nido e della scuola dell’infanzia per tutto marzo. Iniziative del genere si stanno registrando in molti altri Comuni lomellini. Garlasco, ad esempio, ha previsto una serie di agevolazioni economiche straordinarie per l’emergenza sanitaria, come «l’esonero del pagamento dei servizi parascolastici, di assistenza al domicilio e un rimborso forfettario proporzionale per il trasporto scolastico – hanno fatto sapere dal Comune – Per le associazioni sportive, inoltre, è previsto l’esonero dal pagamento delle ore prenotate». A Cassolnovo, per il momento, c’è solo una proposta protocollata lunedì dal consigliere di minoranza Matteo Andreoli, critico sulla mancata adozione di provvedimenti economici a favore delle famiglie: «Sono stato contattato da più genitori, i quali mi riferiscono che il pagamento della retta del nido, gestito da una cooperativa, è stato ridotto del 50%, e dovrà essere effettuato anche se i figli non usufruiscono del servizio – spiega – I genitori che sono impossibilitati ad assentarsi dal posto di lavoro e non hanno familiari vicini stanno ricorrendo a baby sitter, creando un ulteriore aggravio sulla loro condizione economica. Chiedo sia annullata totalmente la parte di retta a carico delle famiglie. In questo momento complesso serve intervenire urgentemente. Se il sindaco e l’assessore competente non sono in grado di fronteggiare una fase così delicata, si dimettano».

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