AI PRONTO SOCCORSI UN CALO DEL 40% IN TRE GIORNI

Vigevano, in ospedale e clinica 200 ricoverati. Posti letto Covid anche a Mede e Pieve

Ai pronto soccorsi un calo del 40% in tre giorni, ma i nuovi ingressi sono di più di quelli che vengono dimessi.

Claudio Bressani

26 Marzo 2020 - 15:40

Vigevano, in ospedale e clinica 200 ricoverati. Posti letto Covid anche a Mede e Pieve

VIGEVANO – La curva discendente s’inizia a notare anche qui. I flussi di pazienti positivi in ingresso dai Pronto soccorsi dell’Asst diminuiscono da tre giorni. Se domenica tra Vigevano, Voghera e Stradella sono entrati 140 Covid positivi, martedì sono stati poco più di 80, un calo del 40%, per la verità un po’ più accentuato in Oltrepò, dove l’onda di piena è arrivata prima, che in Lomellina. Il problema è che, pur diminuendo ogni giorno, quelli che entrano sono sempre più di quelli che escono perché guariti o perché, purtroppo, deceduti. E dunque ancora per un po’ continuerà ad esserci bisogno di più letti. In attesa che uno si liberi (quelli Covid, sempre a livello di Asst, sono 270), in questi giorni capita che qualcuno resti “posteggiato” per tre giorni su una barella in Pronto soccorso. Le terapie intensive sono il vero collo di bottiglia: l’Asst ha raddoppiato i posti, da 14 a 28, ma non bastano.

All’ospedale di Vigevano i Covid positivi ricoverati a ieri (mercoledì) erano circa 100, di cui 14 in terapia intensiva (7 in Rianimazione e 7 nell’ex Unità coronarica, riconvertita in una seconda Rianimazione). Per la terapia intensiva coronarica sono stati ricavati 4 letti monitorati in stanze di degenza normali. Al reparto Covid-1 (ex Otorino più Oculistica più Obi), ora dotato anche di quattro letti di terapia semintensiva con monitor e ventilazione meccanica, nelle scorse settimane si sono aggiunti Covid-2 (nell’ex Ortopedia) e Covid-3 (inizialmente nell’ex Psichiatria, da lunedì spostato in Medicina, dove occupa circa 20 letti, poco più di un terzo del totale, mentre gli altri sono per pazienti negativi. Da martedì è stata chiusa la Medicina di Casorate, dove erano rimasti solo 4 ricoverati negativi, dimessi o trasferiti, al fine di recuperare una quindicina tra medici internisti e infermieri, inviati in rinforzo a Vigevano.

A Mortara dalla scorsa settimana negli spazi della Pneumologia è stato allestito un reparto misto, con 18 letti di Pneumologia
per Covid positivi in fase di remissione e 18 di Medicina per negativi. Da martedì è stata riconvertita anche parte della Medicina di Mede, con 14 letti per positivi meno critici. Mortara e Mede in compenso dalla scorsa settimana, oltre ai punti di primo intervento diurni, hanno perso anche i mezzi di soccorso avanzato del 118, di solito con un infermiere in equipaggio. Sono stati eliminati per recuperare personale, senza per altro avvisare i sindaci, a differenza di quanto è avvenuto per i punti di primo intervento ospedalieri.

Anche all’istituto clinico Beato Matteo di Vigevano i ricoverati positivi sono circa 100, di cui 10 in terapia intensiva. Due di questi ultimi stanno migliorando e oggi dovrebbero essere stubati. I nuovi ricoverati sono 7-8 tutti i giorni. Da lunedì è stato creato un quarto reparto Covid, di Riabilitazione respiratoria, con 25 letti.

Negli ultimi giorni anche la clinica “La Cittadella Sociale” di Pieve del Cairo ha iniziato ad accettare pazienti Covid positivi in fase di miglioramento.

La situazione del personale sanitario resta difficile. In tutta l’Asst ieri risultavano 28 medici e 55 infermieri positivi, compresi il primario di Medicina di Mortara, Marco Lorena, e l’ex Camillo Schiantarelli, quest’ultimo rientrato in servizio dalla pensione solo una settimana prima. Ma arrivano anche notizie positive. In Rianimazione a Vigevano ci sono un medico del Pronto soccorso, Francesco Ghirardi, 60 anni, che oggi, giovedì, dovrebbe uscire dalla terapia intensiva perché ha ripreso a respirare autonomamente, e uno del 118, Ahmad Saleh, 67 anni, il “dottor Cicogna”, che è ancora intubato ma migliora. E sempre oggi dovrebbe rientrare in servizio il primo dei cinque anestesisti che erano risultati positivi ed erano finiti in quarantena, mentre per un’altra si attende l’ultimo responso del tampone. Piccoli, significativi segnali di speranza.

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