il paradosso

Le mascherine per i medici? Sono articoli “non medical”

Senza certificazione Ce, sarebbero validate in deroga ma negli elenchi non risultano

Claudio Bressani

29 Ottobre 2020 - 13:28

Le mascherine per i medici? Sono articoli “non medical”

VIGEVANO – Le indicazioni sulla confezione sono esplicite: le mascherine distribuite dall’Ats di Pavia ai medici e ai pediatri di base, fabbricate in Cina, sono idonee contro gli odori, la foschia, la polvere, il Pm 2.5, i pollini, i gas, i vapori. Ma è indicato chiaramente e in lettere maiuscole «Non-medical».

Prodotte dalla ditta Bi Wei Kang, non hanno contrassegno Ce ma solo un marchio KN95, che in Cina corrisponde alle caratteristiche di una Ffp2, ma con autocertificazione del produttore e non di un organismo terzo ed indipendente come avviene in Europa. Durante l’emergenza epidemiologica l’Italia ha autorizzato l’Inail ad emettere validazioni in deroga per prodotti d’importazione: sul suo sito sono elencati 641 articoli, in gran parte mascherine, fra le quali però non compaiono quelle della ditta Bi Wei Kang. Si trovano in vendita (da prima dell’emergenza Covid) su diversi siti, classificate come maschere filtranti ad uso industriale.

Ai rappresentanti del coordinamento dei medici di medicina generale, che martedì durante una riunione in videoconferenza con l’Ats hanno chiesto spiegazioni, è stato risposto che nei prossimi giorni sarà inviata loro una dichiarazione di conformità rilasciata da Aria. Peccato però che Aria sia la centrale acquisti della Regione Lombardia e non un organismo scientifico.
Non finisce qui perché ai medici di base, oltre alle mascherine, sono stati forniti anche camici monouso che, in base alla stessa documentazione allegata, non sembrano affatto idonei. Si legge infatti che vanno utilizzati «per evitare contaminazioni
verso il paziente»: cioé proteggono il paziente dalle contaminazioni che possono arrivare dall’operatore e non viceversa. Più sotto è ulteriormente chiarito che «è assolutamente vietato l’utilizzo del camice come dispositivo di protezione individuale».

Questa è la dotazione che Ats ha messo ai disposizione in vista della campagna infuenzale. E che i medici hanno dovuto andare a Pavia a ritirare perché non c’era neanche un fattorino per il trasporto a Vigevano.

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