la situazione

Vigevano: gli ospedali, per adesso, reggono

Al civile di Vigevano ricoverati stabili (72), mentre si è riempita la terapia intensiva. L’istituto clinico Beato Matteo sale a 44. Incidono i pazienti dirottati dal Milanese.

Claudio Bressani

12 Novembre 2020 - 16:30

Gli ospedali, per adesso, reggono

Da ieri attiva la tenda di pre-triage nel cortile del Pronto soccorso

VIGEVANO – Ospedale e istituto clinico Beato Matteo per ora reggono il colpo. Nell’ultima settimana non ci sono stati forti aumenti di ricoverati Covid, passati da 95 a 116 nei posti letto ordinari. «Se fosse solo per i nostri – dice un primario – ce la facciamo: tanti escono, tanti entrano. Il problema è che da alcuni giorni si sta riversando qui un numero crescente di pazienti dal Milanese, dove la rete sanitaria è in maggiore sofferenza ». In ospedale sono giunti casi tra l’altro da Gallarate, Sesto San Giovanni, Melegnano. E al Beato Matteo valutano che circa il 15% dei loro 44 ricoverati arrivino dalla città metropolitana.

Si sono intanto riempiti in pochi giorni tutti i 7 posti di terapia intensiva Covid riattivati dal 3 novembre in ospedale. Nell’immediato non dovrebbero aggiungersene altri a Vigevano, mentre l’Asst nel fine settimana ne aprirà 5 a Voghera. Dalla Regione continuano forti pressioni per inviare anestesisti e infermieri all’ospedale in Fiera: l’azienda fa resistenza, le trattative continuano e potrebbe essere concesso un solo anestesista da Vigevano e (forse) qualche infermiere da Voghera. Di più significherebbe chiudere letti qui per aprirli là: un assurdo.

Tornando ai ricoveri ordinari, i reparti dedicati in ospedale a Vigevano rimangono due, Covid-1 negli spazi dell’ex Otorino, ex Oculistica e Pgs (Piano gestione sovraffollamento del Pronto soccorso), e Covid-2 in Medicina, entrambi quasi esauriti, con 72 letti su 74 occupati ieri pomeriggio. Presto potrebbe essere riattivato Covid-3 nell’ex Ortopedia, reparto vuoto a disposizione: il problema è reperire il personale. Per farlo potrebbe essere necessario sospendere le attività ambulatoriali non urgenti.

Nell’Asst ci sono poi 20 letti Covid per sub-acuti a Casorate, tutti pieni, e da martedì è stato aperto un reparto Covid anche a Stradella, dove in un giorno sono entrati ben 19 ricoverati. Mortara e Mede per adesso restano “puliti”. A Mortara sono attive Medicina (con alcuni letti di Pneumologia), Chirurgia, dove sta lavorando solo Oculistica, e Riabilitazione.

Intanto da ieri (mercoledì) è stata allestita e attivata una tenda di pre-triage nel cortile del Pronto soccorso di Vigevano (nella foto). Da lì devono passare tutti i pazienti in arrivo e che ormai sono in maggior parte casi Covid, sicuri o dubbi. I sanitari fanno una prima valutazione per individuare i sospetti e dividere i percorsi. Quelli che arrivano in ambulanza sono valutati direttamente a bordo: se sospetti, accedono all’ospedale dai sotterranei.

Al Beato Matteo non ci sono letti di terapia intensiva Covid: nel gruppo San Donato sono alla “Città di Pavia”, dove nei giorni scorsi è stato inviato un paziente da Vigevano che si era aggravato, mentre il Beato Matteo mantiene la sua Rianimazione “pulita”. I 45 letti ordinari Covid dovrebbero essere incrementati di 10-15 nei prossimi giorni, destinando tutto il secondo piano e mantenendo comunque 15 letti di Medicina non-Covid nell’ex Chirurgia bariatrica.

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