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Scuola di musica, il declino dell'istituto Costa

Insegnanti con problemi contrattuali da anni, iscritti che ormai sono scesi a una cinquantina. Quale sarà il futuro di questa istituzione prestigiosa per la città?

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

03 Novembre 2021 - 11:52

VIGEVANO - Ritrovarsi con una cinquantina di iscritti, praticamente lo stesso numero di alunni dell’Accademia musicale di Gravellona Lomellina (circa 2.500 abitanti). È il piano inclinato sul quale sta correndo la storia dell’Istituto musicale Luigi Costa di Vigevano. Da una decina di anni a questa parte la tendenza si è consolidata.

IL CALO DEGLI ISCRITTI

«Negli anni ‘90 - dice Emanuele Rossignoli, insegnante di flauto traverso sino all’anno scorso - c’erano 3-400 iscritti». Nel 2016, anno in cui iniziarono le rivendicazioni dei docenti per questioni contrattuali, si era arrivati a 125. Il numero si è praticamente dimezzato, indubbiamente con la complicità del periodo pandemico, che però ha colpito tutti.

Insegnanti dell'Istituto musicale Costa di Vigervano: a sinistra Stefano Cucchi (pianoforte), a destra Emanuele Rossignoli (flauto traverso)

COMUNE; QUALI SONO I PIANI?

La domanda da rivolgere all’amministrazione comunale è sempre la stessa: quali sono i piani per una scuola di musica dalla lunga e anche prestigiosa tradizione? L’istituto Costa ha compiuto 140 anni nel 2020 e nella sua lunga storia ha sempre sfornato musicisti di livello, che sono diventati professionisti, hanno suonato (e diversi ancora lo fanno) nelle orchestre più importanti. Cosa si intende fare di questa istituzione cittadina?

LA VERTENZA CONTRATTUALE

Prima di tutto c’è il problema degli insegnanti, ormai quasi tutti a contratto. L’ultimo rimasto come dipendente comunale (in origine ve ne erano diversi, come gli ex direttori Benedetto Fossati e Carlo Villa) «è il maestro di violino Alberto Stagnoli, che dovrebbe andare in pensione nella prossima primavera - racconta Stefano Cucchi, insegnante di piano - Resteremo solo noi a contratto e da quest’anno il Comune ci ha imposto di aprire partita Iva, perchè i rapporti di Co.co.co. (collaborazione coordinata continuativa) non si possono più rinnovare». Un passaggio non indolore e che ha messo molti insegnanti in difficoltà.

La vertenza contrattuale degli insegnanti del Costa risale al 2016: ora il Comune chiede di aprire partite Iva

«È sostenibile per chi già l’aveva aperta - spiega ancora Cucchi - mentre chi inizia ora è costretto ad utilizzare regimi ordinari, con costi troppo alti. Diversi hanno quindi rinunciato». Come Emanuele Rossignoli, ormai ex docente, che parla di «progressivo decadimento dell’attività dell’istituto, che non svolge attività di promozione nelle scuole e nella città, con la quale c’era un rapporto stretto, anche grazie all’orchestra, che non c’è più. L’attuale orchestra Città di Vigevano non ha nulla a che fare con quella originaria».

La questione contrattuale fu al centro di una vertenza già nel 2016, quando i docenti rimasero per mesi senza stipendio e senza contratto, ottenendo poi il rinnovo delle collaborazioni.

L'IPOTESI BANDO

Dopo cinque anni si chiude anche quel periodo. Assessore alla Cultura era Matteo Mirabelli, che fu il primo a parlare di quello che potrebbe essere il futuro del Costa: una gestione esterna. Come avviene per diversi asili nido e scuole dell’infanzia, per il Parco Parri, i centri di aggregazione e altri servizi comunali. «La soluzione più semplice - diceva infatti nel 2016 Mirabelli - sarebbe fare un bando, ma per ora procederemo diversamente». E oggi quei tempi potrebbero essere maturi.

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