Parco Parri, la Consulta ambientale boccia la gestione privata

«Bastavano dei controlli saltuari e programmati durante il periodo della gestione e non ci saremmo ritrovati quel degrado che è sotto gli occhi di tutti»

Bruno Ansani

15 Novembre 2021 - 17:35

Parco Parri

Anche la Consulta Ambientale cittadina interviene sul rinnovo della gestione del Parco Parri

VIGEVANO -  «Per i membri della Consulta per l’Ambiente della Città di Vigevano la soluzione messa in atto dalla Amministrazione comunale per la gestione della più importante e prestigiosa area verde urbana non è soddisfacente». Inizia così un lungo documento redatto dalla Consulta Ambientale (firmato dal presidente Massimo Gallina) che esamina la situazione di Parco Parri, per la quale il Comune di Vigevano intenderebbe rinnovare il rapporto con l'attuale gestore privato per altri 5 anni.

Secondo la Consulta «né il gestore del Parco né l’affidatario hanno fatto il loro dovere. Non si è stipulato un buon contratto che tenga conto dell’interesse di tutti i cittadini , né si è scelto un buon gestore che ha dato prova sinora di comportamenti inadeguati». 

LA QUESTIONE ECONOMICA

Tra le questioni sollevate dalla Consulta Ambientale c'è quella sui costi di manutenzione del Parco. 

L’assessore ha parlato di risparmio per la comunità , come se fosse mai esistita una “Tassa Parco Parri”. Il costo per il mantenimento del Parco va rapportato all’intero Bilancio comunale e quindi si tratta di una scelta politica ben precisa di indirizzo generale e non di un risparmio significativo.

A noi pare che se tieni al verde urbano e ad avere un efficiente valore ecologico con elevata eccellenza progettuale si debba riservare una parte del bilancio comunale (che è pari a circa 80 milioni di euro) al mantenimento del verde, se invece hai altre priorità farai altre scelte ed i cittadini giudicheranno come possono essere definiti “insostenibili” 20.000 euro all’anno per spese di manutenzione.
Ci piacerebbe inoltre sapere quali sono esattamente i compiti affidati al gestore del Parco per poterli quantificare con cognizione di causa , dato che sentiamo vagamente parlare di un costo di 20.000 euro senza aver avuto modo di vedere specifiche dettagliate .

«Il Parco Parri nasce come parco pubblico che offra momenti di svago ai cittadini, che consenta loro di trascorrere del tempo a contatto con la natura, godendo della vista di paesaggi urbani di elevata qualità estetica ed architettonica, passeggiando, leggendo, socializzando incontrando altre persone o partecipando ad attività sociali di vario genere oltre che come area gioco per i bambini che socializzano o fanno attività sportive rispettose dell’ambiente circostante». 

LA SICUREZZA 

Va poi sottolineato, sostiene la Consulta, «che il problema della cosiddetta “sicurezza dell’area “ non può essere affrontato da attori diversi con diverse funzioni . La sicurezza intesa come difesa dal malaffare e da fatti perseguibili legalmente è un compito che deve essere affidato esclusivamente alla polizia locale , alla polizia di stato ed ai carabinieri.
Secondo la Consulta la gestione del Parco deve essere messa in atto stilando un idoneo regolamento che tenga conto degli interessi di tutta la comunità , individuando un vero custode che abbia i poteri per farlo rispettare e non semplicemente riducendo gli accessi dell’area ad un ingresso unico (come accade attualmente) , affidando il controllo ad un “barista” che , tra un caffè espresso e l’altro , butta un occhio al contesto nel quale è inserito l’esercizio in cui lavora».

«In aggiunta l’uso che ne possono fare le scuole a scopo didattico, tematico all’aria aperta, che in questa fase ancora pandemica è di assoluta necessità. Rimaniamo dell’idea , supportati dai pessimi risultati della passata assegnazione, che il Parco Parri debba essere soprattutto un’area verde senza cementificazione di suolo od attrazioni da luna park e se una gestione privata ispirata a questi principi dovesse risultare non sostenibile economicamente si torni alla gestione diretta del sito».

Sotto accusa l’assessore Sala, che «procedendo per proprio conto senza coinvolgere su questo argomento la Consulta (che in parte rappresenta l’umore dei cittadini oltre che di altre associazioni di volontariato che si raggruppano nel Coordinamento), non ha di certo assunto un comportamento amministrativo trasparente e democratico». «Abbiamo serie perplessità - prosegue il documento - sull’espressione dell’assessore “è andato tutto bene” e sul rispetto delle raccomandazioni della Sovrintendenza. Forse bastavano dei controlli saltuari e programmati durante il periodo della gestione e non ci saremmo ritrovati quel degrado che è sotto gli occhi di tutti ad esclusione evidentemente degli uffici che hanno effettuato il tardivo controllo. Il parco ha danni permanenti che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini che usano gli occhi per guardare».

L'ERBA, LE GIOSTRE

Il problema della "sparizione" dell'erba è tra quelli su cui si è polemizzato fin dall'inizio della gestione privata. A parere della Consulta ambientale: «Rimaniamo dell’idea , supportati dai pessimi risultati della passata assegnazione, che il Parco Parri debba essere soprattutto un’area verde senza cementificazione di suolo od attrazioni da luna park e se una gestione privata ispirata a questi principi dovesse risultare non sostenibile economicamente si torni alla gestione diretta del sito.»  


 
 

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