il lutto

Addio a Marco Pizzi, storia di un imprenditore geniale

Aveva compiuto 80 anni in aprile. I funerali si svolgeranno giovedì mattina alle 9.30 in duomo

Bruno Ansani

16 Novembre 2021 - 17:47

Marco Pizzi

Marco Pizzi in uno dei suoi negozi di scarpe

VIGEVANO - Si è spento lunedì all’età di 80 anni, dopo una vita avventurosa ma non da avventuriero. A portare via Marco Pizzi è stata una malattia che in pochi mesi lo ha strappato alla moglie Fausta e ai due figli, Piero e Nicola.

I funerali di Marco Pizzi si svolgeranno giovedì alle 9.30 in Duomo.

PROTAGONISTA

Per decenni Pizzi è stato protagonista della vita imprenditoriale vigevanese, con i suoi negozi di scarpe all’ingrosso e al dettaglio. Una rete che nel tempo si era estesa a diverse città d’Italia e numerosi Paesi dell’Est europeo. Un impero sul quale Pizzi regnava a modo suo, con l’astuzia del commerciante e la visione di un imprenditore che sarebbe sbagliato definire di vecchia scuola perché lui, Marco Pizzi, viveva già nel futuro.

LA STORIA DELL'IMPRENDITORE

Le calzature erano nel suo destino: suo padre Piero era un produttore di scarpe per bimbi e da ragazzo iniziò a lavorare per uno zio, Augusto Chiabotti, che nei primissimi anni ‘60 conduceva un’attività di ingrosso calzature a due passi dal Portone di via XX Settembre. A quei tempi la via Cairoli era detta la “via dei grossisti”: i magazzini si trovavano tutti lì, data la

Dal magazzino all'ingrosso di via Cairoli alle sedi di via Matteotti, viale Petrarca e al Top di Ozzero, con la coda chilometrica per l'inaugurazione

vicinanza con la stazione ferroviaria. Nel 1975 apre il magazzino all’ingrosso in via Matteotti, mentre lo spazio di via Cairoli diventa punto vendita al dettaglio. E l’attività inizia a decollare. Nel 1981 l’attività all’ingrosso si sposta nello spazio di viale Petrarca, mentre via Matteotti diventa negozio. Subito dopo arrivano i 3.500 metri quadri del Top di Ozzero, un supermercato della scarpa dal format avveniristico. Per la sua inaugurazione si formano code di chilometri tra Vigevano e Abbiategrasso. È al Top che nel 2002 inventa il pagamento in Lire e il resto in Euro, un’iniziativa che fa il giro dei Tg, mentre nel 2007 lancia la "rottamazione delle scarpe", come avveniva per le automobili. 

Marco Pizzi con la moglie Fausta Pastori (che lui chiamava affettuosamente Popa) in una foto recente. Si erano sposati 51 anni fa e rappresentavano una coppia profondamente legata. Pizzi aveva fatto l’incontro della sua vita a fine anni '60:  tutti e due si trovavano in vacanza a Loano. Lui le regalò un ciondolo con un cavalluccio marino, che diventerà poi il simbolo dell’azienda. 

LA CONQUISTA DELLA RUSSIA

Nei primi anni ‘90, Pizzi va alla conquista della Russia post-comunista, col primo negozio aperto a San Pietroburgo e diversi altri sparsi nei paesi dell’Est. La crisi arriva prima a fine anni '90, quando le  oscillazioni monetarie riducono il rublo e le valute dei paesi del'Est a carta straccia e poi nel 2006, per una serie di difficoltà finanziarie che Pizzi ha sempre attribuito a distorsioni, anche dimostrate, del sistema bancario.

Racconta il figlio, Piero Pizzi:  «Eravamo andati a San Pietroburgo per visionare una fabbrica di scarpe, ma era un disastro, non ci si poteva fare nulla. Ci restava un giorno in più per visitare la città. Ci trovammo sulla Prospettiva Nevski. Un viale immenso senza un negozio. Ce n'era uno solo, di  Lancôme, con fuori una coda chilometrica. Lì venne l'idea. Tornammo a Vigevano e mio padre fece pubblicare un'inserzione sull'Informatore: cercava una persona che parlava russo. Si presentò un uomo che aveva lavorato da operaio e conosceva la lingua. Mio padre lo spedì a San Pietroburgo con la missione, a quei tempi quasi impossibile, di aprire un negozio».

LE "INCURSIONI" IN POLITICA

Marco Pizzi ha tempo anche per alcune incursioni in politica. Pure qui precorre i tempi: nel 2006 forma un comitato per “Vigevano provincia”.

Clicca qui o sulla foto per leggere l'articolo dell'informatore in formato Pdf.

Otto anni dopo il consiglio comunale vota una richiesta formale per staccarsi da Pavia ed entrare nella Città metropolitana di Milano. Non importa se poi questo “trasloco” non sia mai avvenuto: era una delle tante cose che Pizzi aveva immaginato prima degli altri. Pizzi lancia proposte anche sulla vocazione calzaturiera di Vigevano: la sua proposta sul made in Italy, sul know how calzaturiero del territorio e sull'utilizzo del Castello in relazione al sistema-moda milanese  è ancora un tema al centro dei progetti di rilancio della città. 

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LE REAZIONI SUI SOCIAL

Un altro post dedicato a Marco Pizzi e alla sua passione per le auto sportive

Nella foto qui sotto, Pizzi è con una delle Ferrari che ha posseduto, una bellissima Testarossa

EX DIPENDENTI LANCIANO RACCOLTA DONAZIONI ALLA CRI

Hanno lavorato per decine di anni nei negozi di Marco Pizzi e con lui si era stabilito un legame profondo. Giancarlo Marchesi e Giorgio Maffei conservano ricordi preziosi: «Era un gran signore», dicono. In sua memoria hanno lanciato una raccolta di donazioni a favore del comitato vigevanese della Croce Rossa, presso la cui sede di corso Cavour ci si può recare per effettuare le offerte. 

Nella foto sopra Giancarlo Marchesi (a sinistra) e Giorgio Maffei. Per loro Pizzi era il "signor Marco".

«Era molto generoso - raccontano - e dal bene che ha fatto agli altri non ha mai voluto avere pubblicità. Come quando mandammo una roulotte piena di scarpe ai terremotati friulani, nel 1976. Poi tantissimi piccoli gesti personali di grande valore verso persone che avevano bisogno di aiuto»

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