il caso

Castello: il Demanio manda un ultimatum al Comune, in ballo 20 milioni

L'infinita vicenda del trasferimento di proprietà: l'amministrazione sta preparando un piano economico-finanziario. Le tappe, le immagini, i protagonisti: una storia raccontata attraverso le nostre pagine

Bruno Ansani

24 Novembre 2021 - 17:44

Castello al Comune? Ecco i costi

Il castello Sforzesco di Vigevano

VIGEVANO - L'amministrazione comunale di Vigevano dovrà presentare al Demanio lombardo (e quindi allo Stato) un piano economico finanziario per la gestione del Castello. La portata del piano dovrebbe articolarsi in 3-5 anni e valere investimenti a lungo termine per una ventina di milioni, oltre a fornire indicazioni sulle destinazioni d’uso degli spazi e che tipo di governance utilizzare per il monumento. È l'ennesimo, forse uno degli ultimi passaggi dell’infinita trattativa che Comune e Demanio hanno intavolato da una decina d’anni sul passaggio di proprietà del Castello, ora nelle mani dello Stato. Per stilare il piano economico finanziario l’amministrazione Ceffa ha affidato un incarico a una società specializzata, la KCity di Milano. Un incarico che alle casse comunali costerà circa 22mila euro (qui la determina di assegnazione) 

Una delle tante pagine che il nostro giornale ha dedicato alle vicende del Castello (clicca qui o sulla foto per visualizzare il Pdf della pagina)

NOMI NOTI

Un nome già noto a Vigevano, dato che KCity aveva affiancato l’amministrazione nella stesura del progetto “Vigevano.inc.”, che fu presentato a inizio anno a una manifestazione di interesse regionale dalla quale Vigevano era stata in un primo tempo esclusa e poi riammessa (qui il decreto della giunta regionale che ha rimesso in gioco la nostra città) ottenendo la possibilità di accedere a 15 milioni di finanziamenti

L'ULTIMATUM

La necessità di arrivare a stilare un “business plan” del Castello era nata nel corso degli ultimi incontri con i dirigenti del Demanio, che si erano svolti nei mesi scorsi. Ad ottobre è stato trasmesso una sorta di ultimatum al Comune di Vigevano: il verbale dei lavori del tavolo tecnico operativo, contenente le indicazioni per la revisione del programma e la scadenza temporale per la nuova presentazione, in assenza della quale è prevista l’archiviazione del procedimento. Ultimatum che, a dire il vero, arriva dopo anni in cui la pratica è stata tenuta ben chiusa nei cassetti degli uffici statali, soprattutto quelli della Soprintendenza.

Andando oltre il Piano di valorizzazione preparato nel 2018 dall’allora sindaco Sala, il tavolo tecnico raccomandava di «rendere il piano conforme alle recenti linee guida emanate dalla cabina di regia che prescrivono in maniera sempre più stringente l’individuazione di precise fonti di finanziamento e di concreti obiettivi da attuare» ed in particolare di «rimodulare il programma di valorizzazione inserendo quanto realizzabile e finanziabile nell’arco temporale di 3/5 anni dall’atto di trasferimento». Da qui l’idea, ma soprattutto la necessità di affidare un incarico esterno e stringere i tempi, dato che entro 60 giorni  il documento deve essere consegnato, per evitare che tutto finisca in niente.

«Per questo - spiega il sindaco Andrea Ceffa - abbiamo deciso di andare avanti con KCity, che ha svolto un ruolo essenziale nella preparazione del progetto Vigevano.inc e anche perché due delle azioni bandiera presenti in quel progetto riguardano proprio il Castello: spostamento delle biblioteche negli spazi della ex Braidense e rimessa in funzione dello Shoe Style Lab alla Mascalcia. Contiamo di presentare tutto entro fine anno o all’inizio del 2022».

Shoe Style, il laboratorio fantasma

Manca ancora la delibera di giunta che dia il via libera a una semplice convenzione con la Fondazione Roncalli per l'affidamento dei locali e dei macchinari presenti

Ma il piano preparato dalla società di consulenza dovrà allargare il raggio a una visione complessiva del Castello, «seguendo anche - aggiunge Ceffa - le indicazioni e i suggerimenti che ci sono arrivati dalla Soprintendenza ai Beni culturali, che ci ha suggerito di puntare soprattutto su spazi permanenti e poche mostre o eventi temporanei».

LE DESTINAZIONI E IL CASO HOTEL

Dalla Soprintendenza sono arrivate indicazioni anche sull’utilizzo del Castello per funzioni ricettive (il famoso hotel di cui si parla da qualche tempo)? «Sì - risponde il sindaco - e non vi è alcuna preclusione, nemmeno sulla parte del monumento da utilizzare».

L'ipotesi "hotel de charme"  era stata lanciata nel 2019 dall'allora ministro leghista Gian Marco Centinaio nel corso di un convegno, ricevendo una iniziale reazione gelida da parte della Soprintendenza. Successivamente la questione è diventata oggetto di polemica politica, con il gruppo consiliare del Pd che si è dichiarato disposto a "fare le barricate" pur di scongiurarla

LA GESTIONE

Per quanto riguarda il soggetto deputato alla gestione del monumento è ancora prevalente, per Ceffa, l’idea di una Fondazione che possa coinvolgere anche soggetti privati e non della gestione diretta che era stata avanzata nel Piano di valorizzazione del 2018.

IL GIOIELLO

DAGLI ANNI '40 A I GIORNI NOSTRI: IL CASTELLO E LA CITTA' 

Tra il 2015 e il 2016 l'Informatore ha celebrato i propri 70 anni di vita pubblicando una storia a fascicoli di questi decenni. Molte le pagine dedicate al Castello. Eccole: cliccando sulle anteprime si possono visualizzare le pagine intere 

clicca per visualizzare il pdf

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