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La mozione approvata all'unanimità a Mortara sarà sottoposta anche ad altri consigli comunali

«Niente aiuti europei a chi spande i fanghi»

Si propone di destinare i soldi risparmiati al potenziamento dei controlli

Claudio Bressani

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claudio.bressani@ievve.com

24 Novembre 2021 - 21:35

«Niente aiuti europei a chi spande i fanghi»

Gli agricoltori che sui loro terreni spandono fanghi siano esclusi per due anni dai contributi europei della Pac, la politica agricola comune dell’Ue. La mozione ideata dal consigliere comunale della Lega Alberto Gregotti, egli stesso agricoltore, è stata approvata all’unanimità martedì sera dal consiglio comunale, raccogliendo anche il voto di Giuseppe Abbà di Rifondazione, evento più unico che raro per un atto proveniente dai salviniani.

Ora la speranza è che il testo, partito da Mortara, si faccia strada e venga adottato anche da altri consigli comunali, affinché il principio sia poi recepito nella stesura dei piani nazionali (Pan) e regionali (Par) che daranno attuazione alla nuova Pac. Le prime avvisaglie positive già ci sono: «L’altra sera, in una riunione di sindaci – ha detto Marco Facchinotti – diversi mi hanno chiesto il testo per portarlo all’approvazione».

La mozione ricorda che la riforma della Pac «punta moltissimo sull’agricoltura green», rispetto alla quale «l’utilizzo dei fanghi non è compatibile» per la «presenza di metalli pesanti e sostanze pericolose quali arsenico». E chiede che «i fondi non assegnati vengano destinati al controllo sia della qualità dei prodotti distribuiti sia dei terreni e delle acque, utilizzando anche personale assunto a progetto».

Alberto Gregotti, consigliere della Lega, ideatore ed estensore della mozione

«All’inizio – ha aggiunto Gregotti – avevo pensato all’esclusione dai contributi per tre anni, poi nella mozione ho scritto due. Ma almeno per l’anno d’interramento è imprescindibile». La logica è chiara: «Finché la normativa europea consente l’utilizzo dei fanghi noi possiamo vietarli, ma poi basta un ricorso alla Corte europea per vanificare tutto». E dunque tocchiamo gli utilizzatori sul portafogli. Senza per altro illudersi che sia una mossa risolutiva: «Le aziende che devono distribuire i fanghi – prevede Gregotti – si faranno carico di rimborsare all’agricoltore il contributo che non percepirà più. Ma così avremo dei fondi da utilizzare per maggiori controlli».

L’esponente della Lega teme anzi che la spinta verso lo spandimento dei fanghi cresca grazie al fortissimo aumento dei prezzi di mercato delle soluzioni alternative: «L’urea classica, che è il fertilizzante a più basso costo utilizzato da chi non vuole ricorrere ai fanghi, in pochi mesi è passata da 33 a 91 euro al quintale. Non basta l’aumento del prezzo del petrolio a giustificarlo, è chiaro che ci sono delle speculazioni. Così per l’agricoltore spandere fanghi rappresenterà un risparmio sempre maggiore. Dobbiamo contrastare questa tendenza».

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