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"Parco Parri, deve tornare la gestione diretta del Comune"

Una raccolta di firme online è stata lanciata dalla associazioni ambientaliste cittadine

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

11 Gennaio 2022 - 16:55

"Parco Parri, deve tornare la gestione diretta del Comune"

VIGEVANO - Una petizione che «intende stimolare l’Amministrazione comunale di Vigevano ad abbandonare l’idea di affidare la gestione del Parco Parri ad un privato». Una gestione che «sino ad oggi non ha fatto altro che trasformare il nostro giardino pubblico (unica area verde di importanza generale della città) in un Parco giochi pavimentato oltre che in un dehor di un bar sempre più ampio. chiudendo, per risibili questioni di sicurezza peraltro non risolti, ben quattro dei cinque originali accessi al Parco, mantenendo ovviamente aperto solo quello adiacente al bar».

È quanto si legge nella raccolta firme online (raggiungibile sulla piattaforma Change.org col titolo “SOS salviamo il Parco Parri!”) lanciata dal alcune associazioni cittadine: Amici in Bici, CIA, Fridays For Future, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slow Food Vigevano Lomellina, Sostenibilità Equità Solidarietà, Tisinat, Vigevano Sostenibile e WWF.

Secondo i promotori un parco urbano ha funzioni ecologiche, perché «mitiga gli effetti di inquinamento e di impatto ambientale delle attività umane»; sanitarie: «migliora le qualità dell’aria con tutto ciò che ne deriva sotto l’aspetto sanitario (sistema circolatorio e respiratorio) oltre ad avere un effetto psicologico rilassante (sistema cerebrale)»;

funzioni «di scrigno della biodiversità»: permette, pur se in spazi ristretti, la conservazione di una parte di naturalità e biodiversità, vegetale e animale, che assume un maggior valore tanto più in città chiuse e che ha un'importante funzione educativa sulle generazioni più giovani;

sociale-ricreativa, «con vantaggio soprattutto per persone anziane e bimbi, di trascorrere del tempo a contatto con la natura»; una funzione anche estetica e riequilibratrice, per la «valorizzazione del paesaggio urbano specie nelle “città murate” medievali e rinascimentali che rappresentano la maggior parte dei nostri centri urbani più importanti»; una funzione protettrice «rispetto all’eccessivo soleggiamento, ventilazione e precipitazioni climatiche sempre più estreme».

Infine la funzione culturale, per la «valorizzazione di contesti speciali con essenze particolari sotto l’aspetto scientifico e paesaggistico come ad esempio Orti urbani e Giardini urbani cosiddetti all’italiana».

Per questi ed altri motivi «un Parco urbano deve essere gestito dalla Pubblica Amministrazione, l’unica ad avere attribuzioni e funzioni per valorizzare gli aspetti di cui sopra ed a svolgere funzioni di vero interesse pubblico che non abbia come unico riferimento il “valore di mercato” di un’area o di una attività a cui il privato è costretto a riferirsi nella gestione».

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