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MEMORIA

Giovanni Palatucci, il poliziotto che salvava gli ebrei e morì nel lager

Vigevano ha commemorato la sua figura nel giorno dell'anniversario della morte, con una cerimonia al Parco Parri dove è stato piantato un ulivo in suo ricordo IL VIDEO

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

09 Febbraio 2022 - 17:17

VIGEVANO - Salvava gli ebrei dalla deportazione, a cui lui invece non riuscì a scampare: Giovanni Palatucci morì di tifo a 36 anni nel lager nazista di Dachau, il 10 febbraio del 1945. La sua attività umanitaria la svolse da funzionario di Polizia, questore a Fiume negli anni delle leggi razziali e delle deportazioni degli ebrei. Israele lo ha riconosciuto Giusto tra le Nazioni. La chiesa lo ha beatificato e proclamato Servo di Dio nel 2004.

Ora la sua figura sarà ricordata anche a Vigevano, dove ieri mattina, proprio nell’anniversario della morte, si è svolta una commemorazione che lascerà traccia: all’ingresso di Parco Parri (lato piazza Volta) nella prima aiuola è stato infatti piantato un ulivo e sistemata una targa celebrativa.

CHI ERA GIOVANNI PALATUCCI

Giovanni Palatucci era vice commissario aggiunto di pubblica sicurezza e Medaglia d’oro al merito civile. Inizialmente addetto all’ufficio stranieri dal 12 novembre 1937 e dal febbraio 1944 reggente della Questura di Fiume sino al 13 settembre 1944, quando fu arrestato dai tedeschi delle SS e internato il 22 ottobre successivo nel campo di concentramento di Dachau con il numero 117826, dove morì di tifo il 10 febbraio 1945, 78 giorni prima della liberazione del campo. Nel 1952 lo zio vescovo Giuseppe Maria Palatucci raccontò che il nipote durante la sua permanenza a Fiume aveva salvato numerosissimi ebrei. Da allora Giovanni Palatucci è salito agli onori sia in Israele (dove è Giusto tra le nazioni dal 1990), sia presso la Chiesa cattolica (per la quale è Servo di Dio dal 2004), sia presso la Repubblica Italiana (per la quale è Medaglia d’oro al merito civile dal 1995). 

Lo Stato italiano ha conferito a Palatucci nel 1995 la medaglia d'oro al merito civile con questa motivazione: «Funzionario di Polizia, reggente la Questura di Fiume, si prodigava in aiuto di migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo ad impedirne l'arresto e la deportazione. Fedele all'impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi personali continuava, malgrado l'occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all'arresto da parte della Gestapo e alla sua deportazione in un campo di sterminio, dove sacrificava la giovane vita»

LA CERIMONIA

L'aiuola di Parco parri è «il posto giusto» per la commemorazione, ha detto il sindaco Andrea Ceffa. Anche perché il parco è intitolato a Ferruccio Parri, uno dei capi della Guerra di Liberazione e a pochi metri dall’aiuola ora dedicata a Palatucci si trova il monumento che la città ha posto a ricordo della Resistenza. La cerimonia è stata fortemente voluta dalla Questura di Pavia, con la regia del Vicario Questore Marina Listante. Un ulivo era già stato piantato negli anni scorsi a Pavia, ma la memoria di Palatucci, secondo la Polizia di Stato, merita di essere celebrata anche nelle altre città della Provincia. Da qui l’iniziativa che si è svolta ieri, con il contributo determinante di tre Rotary: il club Vigevano Mortara, il Cairoli, e il club Lomellina.

Presenti tutte le autorità principali della città e della Provincia: dal vice prefetto Lucrezia Loizzo, al presidente della Provincia Giovanni Palli, il sindaco Andrea Ceffa, il vescovo di Vigevano monsignor Maurizio Gervasoni che ha benedetto l’ulivo al termine della cerimonia. Una mattinata che ha visto Parco Parri affollato, arricchito dalla presenza di due scolaresche, una della primaria Vidari e l’altra della secondaria Besozzi. Numerosi gli interventi, oltre alle autorità citate: Marco Mazzini, commissario di Polizia di Stato, il dirigente dell’ufficio P.a.s.i. della Questura di Pavia Fabio D’Amore, la dirigente del commissariato di Vigevano Rossana Bozzi, il cappellano della Questura di Pavia don Roberto Romani, il referente dell’associazione Palatucci per il Piemonte e cappellano della Questura di Alessandria, don Augusto Piccoli, l’avvocato Giuseppe Antonio Madeo a nome dei Rotary club.

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