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Addio all'obbligo di mascherine all'aperto: cosa cambia da oggi

I dispositivi di protezione vanno sempre portati con sé e indossati in caso di assembramenti

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

11 Febbraio 2022 - 11:25

Addio all'obbligo di mascherine all'aperto: cosa cambia dall'11 febbraio

Da oggi (venerdì 11 febbraio) cade l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto, in base alle nuove disposizioni contenute nell'ordinanza del Ministero della salute dell'8 febbraio. Rimane però necessario avere sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie da utilizzare in caso di assembramenti o comunque se ci si trova in un luogo all'aperto affollato. Fino al 31 marzo, le mascherine andranno indossate nei luoghi al chiuso, ad esclusione delle abitazioni private.

Rimane obbligatorio indossare le mascherine Ffp2 per frequentare:

  • spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso o all’aperto nelle sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche
  • locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali simili
  • eventi e competizioni sportive che si svolgono al chiuso o all’aperto
  • su tutti i mezzi di trasporto

Sono esonerati dall'obbligo di indossare la mascherina:

  • i bambini di età inferiore ai sei anni
  • le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina
  • le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter fare uso del dispositivo
  • i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva

RIAPERTURA DISCOTECHE

Dall'11 febbraio potranno inoltre riaprire le discoteche, le sale da ballo e i locali assimilati, con capienza ridotta al 75% all'aperto e al 50% al chiuso. Potranno accedervi solo i clienti muniti di super green pass, e occorrerà indossare la mascherina, tranne quando si balla. «Dopo due anni di enormi difficoltà – ha dichiarato il presidente nazionale Maurizio Pasca di Silb Fipe, l'associazione italiana delle imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo – a cui si è aggiunta la doccia fredda che ci ha imposto una nuova chiusura a ridosso delle festività di fine anno, abbiamo bisogno di riappropriarci del nostro diritto al lavoro. Ne abbiamo bisogno per scongiurare lo spettro del fallimento che aleggia sulle nostre imprese in grande difficoltà. Tra l’altro non posso evitare di far notare che, come già successo in passato, anche quest’ultima chiusura delle discoteche non ha scongiurato il rischio assembramenti, tant’è che si è ballato ovunque e senza il controllo che avrebbero garantito i nostri imprenditori».

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