Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

La donazione

"Il Male": la satira è di casa a Vigevano

Quasi tutti i numeri della più grande rivista italiana sono custoditi da oggi nella biblioteca di Astrolabio

Davide Maniaci

Email:

dade.x@hotmail.it

12 Febbraio 2022 - 20:14

Paese Sera, titolone in prima pagina: «Arrestato Ugo Tognazzi: è il capo delle Brigate Rosse». Oppure il Corriere della Sera, sempre con l’apertura shock. «È crollata la Camera - Quasi tutti i deputati morti o dispersi sotto le macerie». E ancora, La Repubblica, sempre in prima pagina: «Craxi è figlio di Mussolini». Ma non era vero niente. Erano le bordate de Il Male, la più grande rivista satirica italiana attiva dal 1978 al 1982. Credendo che fossero notizie imperdibili dei quotidiani più autorevoli, la gente si azzuffava davanti alle edicole per avere la propria copia salvo poi, a pagina 3, capire la bufala.

«Oggi è quasi impossibile pensare che all’epoca esistesse un settimanale satirico come il Male, veramente all’avanguardia, avanti di 50 anni, insomma divertentissimo». Così diceva il comico Daniele Luttazzi che quegli anni li ha vissuti.

La donazione.

La raccolta (quasi) completa di questi cimeli, le copie de Il Male, ora appartiene ad Astrolabio, la biblioteca di Vigevano specializzata nel prestito e nella libera consultazione di testi usati. Una donazione inattesa e di importanza enorme tenutasi oggi proprio presso Astrolabio, in via Riberia.

Teresa Maria Berzoni è la vedova di Francesco Cascioli, grafico della rivista satirica. Abita a Vigevano. «Mio figlio ha sposato una vigevanese, ecco tutto. Noi siamo romani di origine. Vivo sola e conosco a memoria ogni numero de Il Male. Credo che una biblioteca come Astrolabio sia il luogo più consono al quale lasciare questa eredità, che altrimenti avrei letto solo io. Non credo esista in Italia una collezione così completa». La signora Berzoni rievoca quei tempi leggendari. Nomi come Pino Zac, il fondatore, o Vincino, il direttore storico. Poi Vauro Senesi, Jacopo Fo, il grande disegnatore Andrea Pazienza.

Alcuni esempi delle pagine rilegate de Il Male, ora consultabili ad Astrolabio

«Erano poco più che ventenni squattrinati - racconta - e per far uscire il primo numero si erano dovuti mettere d’accordo col distributore. I soldi li avrebbe anticipati lui. Se fosse andata male, amici come prima, altrimenti si sarebbe proseguito. Il successo fu subito enorme». «Il mio numero preferito in assoluto - prosegue - è il finto Corriere dello Sport in cui era scritto che avrebbero annullato i mondiali di Calcio del 1978 in corso». Ma si potrebbe parlarne per giorni: gli extraterrestri che sbarcano sulla Terra ricevuti da una delegazione Onu in un finto Corriere della Sera, la bustina di droga gratis regalata in omaggio (era pepe), la Terza guerra mondiale con epicentro in Cambogia.

UGO TOGNAZZI: «Rivendico il mio diritto alla cazzata»

Nel 1978 la rivista satirica "Il Male" pubblicò diverse false prime pagine di quotidiani nazionali che davano un notizia bomba: "I capi delle Brigate Rosse sono Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi". Qui  sopra la copertina che riproduceva i caratteri di Paese Sera:  Arrestato Ugo Tognazzi - È IL CAPO DELLE BR - Anche Vianello nella direzione strategica: cinquecento carabinieri gli danno la caccia. Finto lo scioglimento della coppia ai tempi di "Un due tre". Da dietro le quinte dirigevano il movimento eversivo. Ampia retata negli ambienti dei comici. Le congratulazioni di Pertini. (Paese Sera)
 

Ma quella di Paese Sera non fu la sola falsa prima pagina ad essere riprodotta:


Da questo preciso momento c’è poco da ridere - TOGNAZZI È IL CERVELLO BR - Il demenziale attore arrestato all'alba nella sua villa di Velletri. Riserbo assoluto della Magistratura. Lo svenimento di Grassi. Quello di Berlinguer. Dalla Chiesa ingessato guida le operazioni. (Il Giorno)
 

Schiaccianti prove lo indicano come il cervello delle B.R. - CLAMOROSO ARRESTO DI UGO TOGNAZZI (La Stampa)

«Sì, erano tempi belli di creatività senza freni - va avanti la signora Berzoni - ed averli vissuti è stato un onore. Ricordo che Ugo Tognazzi si prestò volentieri. Nelle foto in cui veniva portato via si vedevano i colleghi di mio marito. L’esperienza terminò bruscamente così come era iniziata: con quasi niente. Per questo è stato impossibile rilegare insieme gli ultimissimi numeri».

 Gli articoli erano corredati da un servizio fotografico che ritraeva il falso arresto. Tognazzi stesso aveva accettato di partecipare allo "scherzo" posando per quelle foto di fianco a falsi carabinieri.
 

Tognazzi si giustificò all’indignazione dei benpensanti con una frase rimasta celebre: «Rivendico il mio diritto alla cazzata». Molti caddero nell’inganno, e Il Male passò alla storia dell’informazione e del costume. Assieme a racconti, poesie farneticanti e interviste - vere o fasulle - il settimanale si contraddistinse per la ferocia dei suoi fumetti e delle sue vignette, alcune delle quali pubblicate sotto pseudonimo per evitare denunce. Ebbe moltissimi sequestri e più di cento processi per «offese a capo di Stato estero» (il papa Giovanni Paolo II definito Giampaolo II), vilipendio, diffusione di materiale osceno e altro. Le false prime pagine dei quotidiani falsi erano resi credibili per l’ottima somiglianza della impaginazione e della grafica con gli originali.

Alcune delle finte prime pagine che fecero epoca

La presentazione di sabato.

Con Teresa Maria Berzoni sabato ad Astrolabio c'erano Alberto Negri di Astrolabio, l’artista Massimo Caccia e l’autore satirico Mario Raz. Loro hanno intervistato la donatrice. «Credo - ha concluso la signora Berzoni - che nel 1982 i tempi fossero cambiati repentinamente e che non fosse più il momento di ridere. Il giornale andava bene anche se nessuno si era arricchito. Era solo arrivata l'epoca dell'individualismo, sembrava quasi che scherzare fosse diventato blasfemo. Tenete conto che nessuno conosceva i redattori de "Il Male", che lavoravano di notte. Era una vita normale. Ora mi pare tutto regredito. Mio marito fu denunciato una sola volta per aver creato un francobollo falso con il volto di Silvio Berlusconi. Ma non lo querelò l'ex premier: lui lo disse ai giornali, e gli venne contestato l'aver falsificato il bollo postale». Altri tempi. Ora si denuncia per niente. Ha concluso lo stesso Raz: «"Il Male" ha permesso a me e ad altri di diventare comici. Ora non sarebbe possibile essere così cattivi, truci e blasfemi». Neanche 5 anni di pubblicazione. Tanto è bastato per entrare in eterno nella storia.

Un momento del pomeriggio ad Astrolabio

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400