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Influenza aviaria, primo focolaio nel Pavese. Ats: «Fondamentale la diagnosi precoce»

Non ci sono rischi per l'uomo

Umberto Zanichelli

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umberto.zanichelli@ievve.com

18 Febbraio 2022 - 17:26

Influenza aviaria, primo focolaio nel Pavese. Ats: «Fondamentale la diagnosi precoce»

L'influenza aviaria è trasmessa dagli uccelli selvatici

Allevare gli animali al chiuso; non lasciare l’acqua di abbeverata e il mangime esposti all'ambiente esterno; impedire l’accesso ai selvatici, ai cani e ai gatti; non permettere l’ingresso in allevamento a persone estranee e non portare fuori dall'allevamento animali oltre ad oggetti venuti a contatto con essi. Sono le indicazioni fornite dal Dipartimento veterinario di Ats Pavia, dopo l'insorgenza di un primo focolaio di influenza aviaria sul territorio pavese, causato da un virus proveniente dall'Est europeo e trasmesso da uccelli selvatici. Il ceppo attualmente in circolazione, denominato H5N1, che si sta dimostrando particolarmente virulento.

L'influenza aviaria colpisce gli uccelli selvatici e domestici

«Nel corso degli anni l’influenza aviaria si è ciclicamente presentata sul territorio italiano - spiega la dottoressa Marina Patti, responsabile del servizio di sanità animale dell’Ats di Pavia - come nel 2021 quando un virus particolarmente aggressivo ha causato più di 300 focolai, di cui circa 70 in Lombardia e i rimanenti in Veneto. La segnalazione tempestiva di sintomi sospetti da parte di chiunque detenga pollame è fondamentale, perché rappresenta un valido aiuto a contrastare l’epidemia, permettendo, attraverso una diagnosi precoce, di intervenire per estinguere rapidamente ogni nuovo focolaio».

Nel 2021 l'aviaria aveva provocato 300 focolai in Italia di cui 70 in Lombardia

Ats, inoltre, raccomanda di utilizzare indumenti e calzature dedicate all’uso esclusivo dell’accudimento del pollame allevato e, soprattutto, di prestare attenzione a sintomi o mortalità anomala, e in caso di sospetto avvisare subito il veterinario Ats di riferimento, oppure contattare le sedi territoriali (area pavese 0382-432840, area Oltrepò 0382-431654, area Lomellina 0381-299426 o scrivere all’indirizzo prevenzione_veterinaria@pec.ats-pavia.it) Per proteggere gli animali allevati dal rischio di contrarre la malattia è indispensabile evitare il contatto con gli uccelli migratori che, attratti dalla presenza di laghetti, mangiatoie o abbeveratoi, spesso si avvicinano agli allevamenti. Per questo motivo, in situazioni di emergenza sanitaria è obbligatorio allevare tutti i volatili, compresi quelli di allevamenti familiari, in ricoveri chiusi. Il consumo di carni di pollame e uova non rappresenta un rischio per l’uomo, in quanto i focolai di influenza aviaria prevedono l’emanazione immediata di provvedimenti stringenti negli allevamenti colpiti, con l’abbattimento degli animali, nonché l’istituzione di zone di restrizione intorno ai focolai. L’insieme di questi controlli permette al Dipartimento veterinario di garantire un elevato livello di sicurezza per il consumatore.

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