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Mensa scolastica, i bambini ucraini dovranno pagare (e ci penseranno le associazioni)

A Vigevano l'ennesimo caso creato dalla giunta comunale leghista: nessuna esenzione per i rifugiati.

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

30 Marzo 2022 - 19:01

Mensa scolastica, i bambini ucraini dovranno pagare (e ci penseranno le associazioni)

Foto tratta dal canale Telegram del presidente ucraino Zelensky

VIGEVANO - Sembra incredibile, ma con una sanguinosa guerra in corso, a Vigevano si discute su chi debba pagare la mensa scolastica per i bambini che dalla pioggia di bombe russe sull’Ucraina sono fuggiti e oggi sono ospiti di generose famiglie vigevanesi o di parenti. A scuola ne stanno iniziando ad andare una decina, solo un paio (per ora) nelle scuole pubbliche - con mensa comunale, quindi - mentre per quelli che frequenteranno le paritarie provvedono associazioni e club di servizio. E, come prevedibile, si è acceso uno scontro in città perché l’amministrazione (in particolare sindaco e assessori leghisti) non intende concedere esenzioni.

Una linea coerente con quella mantenuta dal 2011 ad oggi. Vigevano è la città delle esenzioni cancellate e del “chi non paga non mangia”, della balzana idea di inventare di sana pianta una “tassa profughi” (proposito ovviamente fallito): chi può stupirsi se oggi la Lega resta asserragliata nella trincea dell’irremovibilità da queste posizioni? Una trincea che ormai si è attestata a un livello più basso, quello dell’ottusità.

Mensa scolastica, a Vigevano non è prevista l'esenzione per i profughi ucraini: cosa ne pensi?

La linea adottata dal comune di Vigevano sta alimentando molte discussioni in città. Tu cosa ne pensi? Condividi, o no, la scelta dell'amministrazione?

Il sindaco Andrea Ceffa ritiene di non dovere assumere decisioni come quella presa dalla vicina Abbiategrasso, dove una giunta sempre di centrodestra, come “atto dovuto”, ha deciso la gratuità fino alla fine delle lezioni a giugno, dei servizi scolastici e parascolastici (trasporto, pre scuola doposcuola, mensa ecc) per i bimbi ucraini.

Il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa

A Vigevano, invece, il Comune interverrà soltanto tramite la presa in carico da parte dei servizi sociali, come avviene per tutti (e in quei casi la concessione dell’esenzione è un obbligo). Non solo: il sindaco, a sostegno della propria posizione, sottolinea l’annuncio di un provvedimento della Protezione Civile, che prevede per i nuclei che abbiano trovato un’autonoma sistemazione un contributo (per tre mesi) di 300 euro mensili per adulto più 150 euro per minore. «In considerazione di questo provvedimento confermo la bontà della scelta dell’amministrazione nel non aver avuto fretta nel fare provvedimenti che hanno intrapreso altri comuni, che oggi andrebbero comunque ridefiniti. La modalità che abbiamo previsto con il passaggio dai servizi sociali e la verifica dell’effettivo bisogno dei nuclei si conferma la scelta migliore». Evidentemente il Comune spera che l’onere mensa ricada, di fatto, sulla Protezione Civile anche se, a quei livelli di reddito, chiunque in Italia otterebbe l’esenzione dal pagamento di qualsiasi servizio.

IL GIALLO DEL VOLONTARIATO

E poi c’è la pagina volontariato. Il sindaco riferisce che nell’incontro di martedì mattina le associazioni avrebbero detto di voler provvedere a pagare. «Di fronte a questa volontà espressa dal coordinamento perché avrei dovuto dire no?», afferma Ceffa.

Rossella Buratti, presidente del Coordinamento del Volontariato Vigevano

Parole che vengono però smentite da una dichiarazione della presidente dello stesso Coordinamento, Rossella Buratti: «Ho fatto presente all’Amministrazione comunale la disponibilità della rete di volontariato di farsi carico del pagamento delle rette delle mense per i bambini iscritti presso la Paritaria San Giuseppe nonché presso la paritaria dell’infanzia Accademia dei bambini (dove ci risultano già iscritti almeno 3 piccoli). In risposta alla richiesta della dirigente dei Servizi Sociali Re Ferrè, se le associazioni fossero disponibili anche a supportare la mensa per le statali e le comunali, ho confermato tale disponibilità. Ci è stata, infatti, dichiarata la volontà di contribuire da parte di associazioni e singoli privati, comprese alcune signore ucraine residenti a Vigevano che effettuerebbero una raccolta di fondi per le mense dei bambini».

Una “disponibilità”, quindi, espressa solo perchè deliberatamente richiesta dal Comune.

LE REAZIONI

L’ennesimo caso mense in città ha scatenato un diluvio di critiche da parte dei gruppi di opposizione che, soprattutto sui social, hanno bollato come vergognosa e inaccettabile la posizione assunta dal Comune sui bambini ucraini e il pagamento della refezione scolastica.

Il consigliere regionale Pd Giuseppe Villani la giudica «intollerabile» e annuncia che interesserà del caso il presidente Fontana. Anche la maggioranza, però, non pare granitica su una posizione che è “bandiera” ormai storica della Lega, refrattaria a ogni tipo di concessione che non riguardi “i nostri” (intesi come italiani).

Il consigliere regionale Pd Giuseppe Villani

Forza Italia Vigevano, infatti, sostiene che siamo in una «fase di concertazione e progettazione. Il tema è complesso quindi è giusto che venga ragionato con calma e con le giuste precauzioni. Il risultato che dobbiamo ottenere è lo stesso ed è uno solo: quello di essere di aiuto alla popolazione Ucraina in questo momento. Quindi il metodo e il percorso da intraprendere deve essere quello più idoneo per intercettare i bisogni della popolazione. Quindi grazie al coinvolgimento delle associazioni e del volontariato (in linea con quanto espresso dal Ministero dell’Interno) e tramite la funzione fondamentale dei Servizi Sociali. Gli input sono tanti e ce ne sono di nuovi tutti i giorni, quindi il tema è in continuo divenire. In giunta, dopo il tavolo di confronto che è stato fatto, si parlerà proprio di questo tema e condivideremo, tramite vicesindaco e assessore, la linea da seguire e le posizioni da prendere non solo ma anche riguardo a questo tema».

Più esplicito il responsabile provinciale Enti locali del partito azzurro, Franco Varini: «Il principio è aiutare queste persone. La mensa la deve pagare il Comune, poi saranno gli uffici a decidere come procedere con i regolamenti. Il volontariato è importante, ma è un un appoggio e un valore aggiunto. Le istituzioni, ai rifugiati ucraini, devono offrire tutte le garanzie ed i sostegni».

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