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La marcia per la pace che non nomina la guerra in Ucraina

A Vigevano una manifestazione nello stesso giorno della PerugiAssisi straordinaria convocata proprio per chiedere di fermare le ostilità. E la comunità ucraina locale si dissocia

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

14 Aprile 2022 - 12:22

La marcia per la pace che non nomina la guerra in Ucraina

VIGEVANO - Domenica 24 aprile si terrà un’edizione straordinaria della Marcia della Pace Perugia-Assisi, convocata perché «la guerra in Ucraina avanza facendo strage di vite innocenti, riducendo le città in cimiteri, minacciando la guerra mondiale e la catastrofe atomica. Per questo diciamo che va fermata!». Inizia così l’appello degli organizzatori della marcia, evento simbolo del pacifismo, la cui prima edizione si svolse nel settembre del 1961, all’apice della Guerra Fredda.

A Vigevano, nella stessa giornata, l’associazione “Pensare Globalmente Agire Localmente”, in collaborazione con altre associazioni (ma l’unica adesione comunicata è quella di Vigevano Sostenibile) organizza una versione fatta in casa della marcia, pensata «per chi non potrà recarsi a Perugia». La manifestazione partirà domenica 24 dalla Sforzesca alle ore 08.30 e si dirigerà verso Piazza Ducale, ove verrà ricreato il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto (presidente onorario dell’associazione organizzatrice) con tutte le bandiere del mondo e verranno svolti vari interventi. Con questa manifestazione gli organizzatori vogliono dare un «segnale forte alle organizzazioni governative in merito alle molteplici situazioni internazionali di conflitti e guerre».

Ma nella presentazione dell'iniziativa il conflitto in corso tra Russia e Ucraina non viene mai nemmeno nominato. Un testo che non è piaciuto affatto alla comunità ucraina, la quale ha fatto sapere che non prenderà parte alla marcia vigevanese. Come spiega Lidia Kovtiuk, cittadina ucraina da vent'anni residente a Vigevano, animatrice della prima manifestazione di fine febbraio contro la guerra, «Non possiamo prendere parte a una marcia nella quale non è chiaro chi siano gli aggressori e gli aggrediti, noi non andiamo a marciare come pecore, senza un significato». 

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