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Non è una città per giovani: gli over 65 a Vigevano sono il 25% della popolazione

L'andamento demografico della città negli ultimi 20 anni. Un'analisi dopo l'allarme dell'Istat che prevede per l'Italia del 2050 un calo di 5 milioni di abitanti

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

25 Maggio 2022 - 10:59

Non è una città per giovani: gli over 65 a Vigevano sono il 25% della popolazione

VIGEVANO - Rispetto a vent’anni fa, Vigevano ha 4 mila abitanti in più, ma è una crescita determinata in tutto e per tutto dall’immigrazione. In compenso i residenti tra i 65 e i 90 anni, che nel 2000 erano 12.300 ora sono quasi 15 mila mentre i soli ultra 90enni sono più che raddoppiati.

Dalle varie tabelle pubblicate in questa pagina si può ricavare una fotografia precisa di quest’ultimo ventennio vigevanese. Leggendo i dati demografici si può ricavare una sorta di storia sociologica della città: la nascite che via via crollano, la crescita progressiva dell’immigrazione, l’aumentare della popolazione anziana, i drammatici numeri di decessi del 2020 e del 2021, in pieno inferno Covid.

La popolazione di Vigevano dal 200 al 2021:  con il rosso e l’azzurro sono segnalate le variazioni più significative in positivo e in negativo delle varie colonne. (Dati forniti dal settore demografico del Comune di Vigevano)

La progressione dell'immigrazione di cittadini stranieri a Vigevano

Il primo calcolo che balza all’occhio è quello sulla popolazione (tabelle qui sopra): Vigevano ha guadagnato oltre 10 mila nuovi abitanti grazie all’immigrazione (si parte dai 1.536 stranieri del 2000 e si arriva ai 10.336 del 2021) ma la crescita complessiva è limitata. Come si può leggere anche nella “Nota d’inquadramento del sistema economico vigevanese” firmata l’anno scorso dal presidente della Fondazione Romagnosi Andrea Zatti, «Vigevano ha attratto negli ultimi decenni un afflusso importante di cittadini stranieri che rappresentano a tutto il 2018 il 15,4% della popolazione cittadina, una percentuale al di sopra della media regionale, provinciale e distrettuale, e in posizione medio-alta rispetto anche agli altri principali Comuni della Bassa padana. Guardando al periodo 2003-2019, tale afflusso ha influenzato in maniera decisiva l’evoluzione quantitativa della popolazione, visto che la crescita complessivamente registrata per i residenti a Vigevano (+ 4.062) è stata la risultante della maggiore consistenza dei cittadini stranieri per 7.240 unità e della contrazione della componente nazionale per 3.168 unità. Nell’ultimo decennio, tale crescita è risultata ancora forte nella fase 2011-2014 (11,8% di crescita media annua) per poi rallentare vistosamente nella fase più recente (2,2% annuo nel periodo 2014-2019)».

Per quanto riguarda l’invecchiamento della popolazione non si tratta di un fenomeno non solo vigevanese, ma nazionale. È di questi giorni, infatti, l’allarme lanciato da Istat: «L’Italia del 2050 è un Paese in cui il numero degli abitanti è ridotto di 5 milioni, di cui 2 milioni saranno giovani. Un Italia in cui la componente anziana è cresciuta ulteriormente», ha detto infatti il presidente dell’Istituto nazionale di statistica Gian Carlo Blangiardo.

Nari e morti dal 2000 al 2021, con il saldo naturale per ogni anno e le variazioni

Per ISCRITTI si intende il totale dei nuovi cittadini (nuovi nati, trasferiti da altri comuni, immigrati) e per CANCELLATI il contrario (morti, trasferiti in altri comuni o all’estero). Il SALDO TOTALE rappresenta quindi la differenza tra queste due voci. Nelle ultime colonne la presenza di cittadini con più di 65 anni e gli ultra 90eenni

A Vigevano il fenomeno è già accentuato, con un quarto della popolazione composta da persone con più di 65 anni. Dati che inducono alla riflessione da una parte sullo sviluppo e l’attrattività della città verso coppie che intendono sviluppare una famiglia, dall’altra sulla necessità di attrezzare sempre più i servizi della città per renderli a misura di anziano.

Non siamo all’anno zero, ma sull’amministrazione pende una spada di Damocle: nel giro di 4-5 anni la Rsa De Rodolfi non risponderà più agli standard sempre più stringenti imposti dalla Regione. Lo dice a chiare lettere il direttore di Asmv, Andrea Deplano, che da anni segnala la necessità di pensare a una nuova struttura. «Lo spirito del PNRR liquida la questione adottando la filosofia dell’anziano che va curato a casa, ma questo spesso non è possibile. Bisogna anche sviluppare l’assistenza domiciliare e la telemedicina, ma al primo posto c’è la realizzazione di una nuova Rsa». 

LA SITUAZIONE IN LOMELLINA: AD OGNI MINORE DI 15 ANNI CORRISPONDONO QUASI 3 OVER 65

Continua a diminuire la popolazione residente nei 51 Comuni dell’ambito distrettuale della Lomellina. E a invecchiare. È il quadro tracciato nel documento dell’ultimo piano di zona, pubblicato all’inizio dell’anno.

I dati presentati (su elaborazioni a cura dell’Ufficio di Piano su dati Istat al 1° gennaio 2020), parlano di 173.495 residenti in Lomellina, con una densità abitativa di 157 abitanti per chilometro quadrato, un numero inferiore alla densità abitativa sia della provincia di Pavia (180 abitanti), sia della Lombardia (417).

Anche il tasso di natalità segna una diminuzione: in Lomellina nel 2018 era al 5,5%, per poi passare al 5,2% nel 2020, contro il 6,3% della provincia di Pavia e il 6,9% della Regione; il dato nazionale è del 6,8%.

Il tasso di mortalità è in continuo aumento: dal 16,2% del 2018, si passa al 22,4% del 2020; in Provincia è del 17,3%, in Regione del 13,6%. La conseguenza è che il tasso di crescita naturale, cioè la differenza tra il tasso di natalità e quello di mortalità, risulta negativo: nel 2018 era meno 10,7%, nel 2020 siamo passati a meno 17,3%.

È incrementato anche l’indice di invecchiamento della popolazione, ovvero il rapporto tra la popolazione anziana e il totale della popolazione: dal 26,9% del 2018, si è arrivati nel 2020 al 28,1%.

Nella cartina (tratta dall’ultimo rapporto del piano di zona dell’ambito lomellino) è indicata in percentuale la presenza della popolazione con età superiore ai 74 anni, riferite all’anno 2020.  Oltre ad avere indici di vecchiaia e di mortalità più elevati rispetto alla media regionale e nazionale, anche l’età media della popolazione, in provincia di Pavia risulta essere più alta: 47 anni, contro i 45,2 della Lombardia e i 45,7 anni dell’Italia

Il valore della dipendenza strutturale – che misura il rapporto tra popolazione in età non attiva (0-14 anni e over64)  e popolazione in età attiva (15-64 anni) – è pari al 62,5%: «Nell’ambito distrettuale della Lomellina ad ogni persona minore di 15 anni corrispondono 2,9 persone anziane (fascia dai 65 anni in poi)», è riporto nel rapporto.

Rispetto ai dati provinciali e regionali, in Lomellina è superiore anche il dato sulla percentuale di persone che vivono da sole, soprattutto tra gli anziani: «La popolazione anziana sola ammonta al 42% – riporta il report – dato superiore di 4 punti percentuali rispetto alle quote nazionali e regionali. Notiamo una forte differenza, di oltre 30 punti percentuali, tra le femmine anziane sole e i maschi anziani soli; rispetto al totale delle donne oltre i 64 anni, infatti, più della metà (56%) vive da sola, mentre per la popolazione anziana maschile questo numero si ferma al 24%».

Per quanto riguarda gli stranieri, nei Comuni dell’ambito lomellino si rileva una minor presenza rispetto al dato provinciale e regionale. Anche se «nell’ultimo periodo – riporta il report – la crescita della popolazione straniera risulta essere in leggero aumento. All’inizio del 2021 erano 19.619 gli stranieri, l’11,3% della popolazione totale».

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