Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

Quanti negozi ha perso Vigevano?

L'analisi di Ascom sull'andamento del commercio in città: i numeri dal 2006 al 2021. La mappa dei supermercati esistenti e di quelli che verranno

Bruno Ansani

Email:

bruno.ansani@ievve.com

01 Giugno 2022 - 18:33

Quanti negozi ha perso Vigevano?

VIGEVANO - Il commercio a Vigevano è veramente in crisi? Siamo diventati la capitale dei supermercati? Domande che nelle chiacchiere da bar e da social generalmente ricevono risposte univoche: sì e ancora sì. Se invece si analizzano i numeri, le cose diventano più difficili.

La risposta può essere sempre sì ad entrambe le domande, ma con parecchie parentesi da aprire. Ascom Vigevano ha elaborato delle tabelle che analizzano l’andamento storico dei negozi di vicinato e delle medie strutture di vendita a partire dal 2006. I dati provengono dal sito web di Regione Lombardia e sono a disposizione di chiunque voglia consultarli (sezione “consistenza commercio al dettaglio in sede fissa”). Importante sottolineare che in queste tabelle non è compreso il settore bar e ristorazione.

Le due tabelle presenti in questa pagina sono frutto di un’elaborazione effettuata dalla direzione di Ascom Vigevano sulla base di dati forniti dalle rilevazioni effettuate da Regione Lombardia con i singoli comuni. Gli esercizi “non alimentari” sono classificati nelle tipologie: abbigliamento e scarpe; elettronica, audio e video, tv; mobili e arredo; sport, tempo libero, libri, brico; classificazioni residuali (auto comprese)

 

 

La fotografia che ne esce, in sintesi, è che nell’arco di 15 anni Vigevano ha - tra alimentari, non alimentari e misti - una quarantina di negozi in meno, essendo passata dai 1.030 del 2006 ai 990 del 2021. Una perdita media di 2-3 negozi all’anno potrebbe apparire fisiologica. Anche in termini di superficie occupata i numeri non offrono uno spaccato apocalittico: da 58.447 metri quadri a 54.556. Non sono pochi, ma non rappresentano certamente un tracollo.

Le cose cambiano se si analizza la perdita subita dai negozi non alimentari (e in questa categoria vanno compresi parecchi settori: abbigliamento e scarpe; elettronica, audio e video, tv; mobili e arredo; sport, tempo libero, libri, brico; classificazioni residuali, auto comprese). Questa ampia gamma di negozi, in 15 anni, ha perduto 70 unità commerciali e più di 5mila metri quadri di superficie.

Per quanto riguarda i “misti” (piccoli punti vendita che contemplano anche una parte di alimentari) i numeri sono variati di poco mentre le cifre che riguardano gli alimentari mostrano la vera tendenza: nel 2006 esistevano 165 negozi di alimentari, per 5.186 metri quadri. A tutto il 2021 sono diventati 190, con quasi 800 metri quadri in più di superficie.

La città che sfoggiava grandi e belle boutique, oltre e negozi di ogni genere, sembra avere quindi concentrato i propri investimenti sul settore alimentari. La crescita dei supermercati, la cui vocazione è decisamente orientata al food, trascina con sé uno sviluppo dei piccoli negozi, che quindi non sembrano avere sofferto la proliferazione dei market. Colpiti tutti gli altri, che probabilmente scontano fattori diversi, non ultimo il boom clamoroso del commercio online.

Si può dire che sostanzialmente il piccolo commercio a Vigevano tiene? «Abbiamo sofferto prima di altre città le crisi finanziarie del 2008 e del 2012, che hanno causato una forte chiusura di esercizi - risponde Renato Scarano, presidente di Ascom - Abbiamo così avuto la possibilità di riprenderci negli ultimi anni, in cui registriamo molte nuove aperture e investimenti. Si può dire che teniamo le posizioni, nonostante le molte difficoltà». 

Renato Scarano, presidente Ascom Vigevano

   

I SUPERMERCATI

Il capitolo supermercati mostra dati che non possono sorprendere. Nel 2006 le medie strutture di vendita (quindi quelle comprese tra 250 e 2.500 metri quadri di superficie) erano di più (54) e ora sono 47, ma i metri quadri sono passati da 37mila a 43mila. Un bel balzo, con evidenti progressioni negli ultimi anni. E consideriamo che nel computo non sono calcolati i “giganti” Ipercoop e Esselunga, che ovviamente sono considerate grandi strutture. Resta preponderante, al loro interno, il non alimentare, che ha bisogno di più spazio (31.746 metri quadri contro 11.531). Tuttavia l’alimentare cresce di 3mila metri quadri, cioè quanto il non alimentare.

LA MAPPA

Con la mappa qui sotto possiamo visualizzare la densità di supermercati nella nostra città. Potrebbero diventare 23 (quindi uno ogni circa 3mila abitanti) se tutti i progetti avviati o in via di studio saranno realizzati: Aldi al posto del Self a fianco del Carrefour e un altro all’ex Adamello, Eurospin alla Podazzera, il polo della Colombarola e la possibilità di un insediamento all’ex Bingo di corso Repubblica.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400