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Asm Isa, nominato il nuovo Cda: costerà più dell'amministratore unico

All'assemblea dei soci di oggi l'investitura per Zorzoli Rossi, Tognon e Seneca. Voto contrario di Gravellona Lomellina

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

29 Luglio 2022 - 18:07

Asm Isa, nominato il nuovo Cda

VIGEVANO - Asm Isa ha una nuova governance. Non più un amministratore unico, ma un consiglio di amministrazione composto da tre membri. Lo ha deciso oggi pomeriggio l'assemblea dei comuni soci, convocata per decidere sulla nuova formula e sui nomi. 

Nessuna comunicazione ufficiale dall'azienda nel corso della giornata, che arriveranno solo nelle prossime ore, ma è noto che i nomi dei tre componenti del Cda saranno quelli di Paolo Zorzoli Rossi (coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, destinato a diventare il nuovo presidente di Isa), di Giorgio Tognon, amministratore unico uscente e dell'avvocato Stefania Seneca, al suo primo incarico amministrativo pubblico. Le cariche e le deleghe all'interno del Cda saranno decise alla prima riunione dell'organismo. 

Il compenso base per i tre componenti sarà di 44 mila euro anni, mentre per l'amministratore unico la spesa era di 27 mila euro. Questa ed altre ragioni sono alla base del dissenso espresso in assemblea dal sindaco di Gravellona Luciano Garza, unico voto contrario.  

"Abbiamo proseguito in un percorso coerente, durante il quale abbiamo avuto incontri e occasioni per cercare di trovare una linea comune, ma devo dire che la convinzione che avevamo in origine, espressa anche in Comitato di controllo analogo dal nostro rappresentante, si è confermata e rafforzata - afferma Garza dopo l'assemblea - Un'organismo collegiale non migliora l'efficienza del servizio ma aumenta sicuramente i costi e crea potenziali situazioni di contrasto, e quindi ritardi operativi,  all'interno della governance e delle istituzioni".

Il sindaco di Gravellona Lomellina, Luciano Garza

Garza riferisce che si è "discusso per un'ora circa sui motivi di questa scelta, ma noi abbiamo mantenuto una posizione contraria. Per noi più snello e efficiente un amministratore unico. Se si vogliono per forza nominare organismi politici lo si faccia sulla holding, non sulle società operative, che rischiano di diventare così meno efficienti".

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