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Caso Cicciolina in consiglio comunale: da Cividati scuse tiepide e minacce di querele

Bocciata la mozione con cui la minoranza ha chiesto le dimissioni del consigliere leghista che aveva insultato la collega cinquestelle Silvia Baldina. In aula la protesta di una quindicina di donne ironicamente agghindate in stile Ilona Staller, cacciate dopo il parapiglia causato dall'intervento del sindaco Ceffa

Bruno Ansani

Email:

bruno.ansani@ievve.com

29 Luglio 2022 - 11:18

VIGEVANO - Il "caso Cicciolina" è finito in consiglio comunale, ma con un nulla di fatto: respinta la richiesta di dimissioni del leghista Cividati. C'era però diverso pubblico in aula ieri sera, dopo due anni di poltroncine vuote. Presenti anche una quindicina di donne ironicamente agghindate alla Ilona Staller, allontanate poi dalla Polizia Locale quando è stato esposto un cartello e sono partite le proteste nei confronti del sindaco Ceffa, in vena di provocazioni vecchia maniera (ha citato un post sessista di esponente democratico umbro e accusato i consiglieri di minoranza di avere più volte mancato di rispetto a esponenti di maggioranza). 

Il cartellone esposto da alcune cittadine presenti al consiglio comunale

All'ordine del giorno vi era la discussione della mozione presentata dai gruppi di minoranza Pd, Polo Laico, La strada verso Vigevano e Movimento 5 Stelle che chiedeva le dimissioni di Marco Cividati, consigliere leghista che durante una riunione di commissione si era rivolto alla collega cinquestelle Baldina dicendole "sei vergine come Cicciolina".

Silvia Baldina nel corso del suo intervento

Mozione bocciata senza appello dalla maggioranza, che si è schierata compatta a fianco del proprio consigliere, che - come ha detto il sindaco Andrea Ceffa, «ha capito di avere sbagliato e si è più volte scusato».

I consiglieri di maggioranza durante la seduta di ieri sera

Marco Cividati durante il suo intervento ieri sera in consiglio comunale

Lo stesso Cividati è intervenuto nel dibattito. E le sue scuse pubbliche sono state abbastanza tiepide. Ecco il suo intervento (testuale)

«Benchè abbia già, e in diverse occasioni, chiarito la mia posizione, mi spiace dover constatare come alcuni esponenti della locale opposizione continuino a servirsi dell'infelice episodio pubblicamente e repentinamente denunciato dalla consigliera Baldina per alimentare polemiche sterili ed inutili e per permettersi strumentalizzazioni politiche non solo a mio danno ma pure a discapito di chi è realmente impegnato a combattere ogni forma di discriminazione di genere e di violenza. Posto che alla collega pentastellata sono già state per tempo avanzate le mie scuse per il malinteso e manifestata la mia disponibilità ad ogni ulteriore delucidazione ove necessario, che pur essendo mia premura continuare ad impiegare ancor più cura d'ora in avanti la mia attività dialettica una maggiore attenzione nelle scelta delle espressioni lessicali da utilizzare a chi non mi conosce al fine di scongiurar equivoci di sorta o fraintendimenti non voluti, che non vi è stato di fatto alcun commento sessista e che era evidente a tutti, nel contesto in cui è stata proferita la frase incriminata, non solo il senso della metafora di verginità politica  il cui uso è ampiamente utilizzato nella nostra lingua ma anche e soprattutto l'assenza di ogni intento offensivo da parte mia».

Poi Cividati ribalta il fronte e passa all'attacco e alle minacce: «Non posso fare altro che avvisare tutti coloro che continueranno ad attribuirmi condotte differenti illegittime mai commesse o volute, così come coloro che si faranno scrupolo a proseguire nell'opera di diffamazione e di linciaggio mediatico, che non esiterà a tutelare le mie ragioni e i miei diritti nelle competenti sedi». 

Parole che non sono bastate a soddisfare la consigliera Baldina e gli altri consiglieri di minoranza che non hanno gradito il tono del consigliere Cividati, teso a negare l'evidenza dell'insulto e a scaricare sulla vittima la responsabilità di essersi offesa. Sufficienti alla maggioranza, invece, per chiudere il caso. 

NEL VIDEO l'intervento di Silvia Baldina e l'allontanamento di parte del pubblico dall'aula

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