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Vaiolo delle scimmie, in Lombardia 252 casi e 2 persone ricoverate

Costituita Unità di coordinamento per il controllo dell’epidemia: «Crescita costante nei numeri dei contagi sul territorio»

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

04 Agosto 2022 - 16:23

Vaiolo delle scimmie, in Lombardia 252 casi e 2 persone ricoverate

Immagine di repertorio

Una Unità di coordinamento per la gestione e il controllo dell’epidemia da “Vaiolo delle scimmie” (Monkeypox). A volerla è stata la Direzione Welfare di regione Lombardia per far fronte a una situazione epidemiologica ritenuta «non grave ed emergenziale, ma che merita attenzione per la crescita costante nei numeri dei contagi sul territorio».

Attualmente, sono 252 i casi di vaiolo delle scimmie rilevati in Lombardia, con 2 pazienti ricoverati. Dalla Regione viene comunicato che dalla prossima settimana «sarà disponibile, presso la rete lombarda dei Centri per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, la prima fornitura di vaccini a disposizione delle persone a rischio contagio».

COME SI TRASMETTE

La trasmissione interumana attraverso il contatto fisico stretto, compresa l'attività sessuale, è un fattore significativo nell'attuale epidemia.

MPXV, può essere trasmesso a chiunque, indipendentemente dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere, attraverso il contatto con fluidi corporei, contatto con lesioni o oggetti condivisi.

Si definisce contatto una persona che ha avuto una o più delle seguenti esposizioni con un caso probabile o confermato di vaiolo delle scimmie durante il periodo di infettività del caso indice:

- contatto fisico diretto pelle a pelle (come toccarsi, abbracciarsi, baciarsi, contatti intimi o sessuali);
- contatto con materiali contaminati quali indumenti o biancheria da letto, compreso il contatto con materiale disperso da biancheria o superfici durante la manipolazione della biancheria da letto o durante la pulizia di ambienti contaminati;
- esposizione respiratoria diretta, faccia a faccia, ravvicinata;
- esposizione respiratoria (cioè possibile inalazione) o esposizione della mucosa oculare a materiale lesionale (ad es, croste) di una persona infetta.

SEGNI E SINTOMI

Per la maggior parte delle persone, l'MPX è una malattia lieve-moderata e autolimitante.  

La malattia spesso si manifesta con i seguenti sintomi generici iniziali:

- febbre
- sonnolenza
- mialgia
- astenia
- cefalea
- linfonodi ingrossati
Solitamente, entro tre giorni dalla comparsa dei sintomi generici iniziali, dal sito dell'infezione primaria inizia un'eruzione maculopapulare che tende a diffondersi rapidamente ad altre parti del corpo, sebbene questa non sia la regola.

Nell’attuale focolaio epidemico, la distribuzione è atipica, predominano le lesioni ano-genitali, seguono tronco, braccia e gambe, viso e palmi delle mani e dei piedi. Le lesioni cutanee non seguono una distribuzione precisa e l’eruzione è asincrona, con lesioni in diversa fase di evoluzione, presenti contemporaneamente. I palmi delle mani e le piante dei piedi sono coinvolti nei casi di eruzione cutanea disseminata.

Le lesioni cutanee, da poche unità fino a centinaia, spesso si presentano dapprima come macule, poi si evolvono in papule, vescicole e pustole, talvolta con aspetto depresso, e croste, che successivamente cadono, mettendo fine al periodo di contagiosità.

Si può anche osservare enantema (eruzione) della mucosa orale ed oftalmica.

Fonte: Ministero della Salute, per approfondire clicca QUI

 

«L’Unità di coordinamento monitorerà l’andamento dell’epidemia, coordinerà la rete lombarda dei centri delle infezioni sessualmente trasmissibili e predisporrà indicazioni operative per prevenire le infezioni – fanno sapere dalla Regione – Il Gruppo di lavoro è formato da una rappresentanza della Direzione generale Welfare, da direttori dei Centri di malattie infettive e da tre rappresentanti del mondo delle associazioni. La DG Welfare partecipa con i dirigenti Danilo Cereda, Marco Farioli, Giovanni Menarolla e Catia Borriello, tutti componenti dell’Unità di Prevenzione e Veterinaria. Fanno parte dell’Unità i direttori responsabili dei Centri di malattie infettive: Fabio Baldanti (Unità operativa complessa Microbiologia e Virologia della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo); Antonella Castagna (Unità malattie infettive dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive e Tropicali all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano); Andrea Gori (Unità operativa complessa alla Fondazione Irccs Ca’ Granda ospedale Maggiore-Policlinico e professore ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano); Giuliano Rizzardini (Responsabile delle Malattie infettive all’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano). Fanno parte dell’Unità di coordinamento anche tre rappresentanti del modo delle associazioni: Daniele Calzavara di Milano Check Point, Lella Cosmaro della sezione milanese di Lila (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) e tavoli Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) su Monkeypox Mpx) e Massimo Cernuschi di Asa (Associazione solidarietà Aids) Milano e membro Comitato Tecnico Scientifico».

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