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Rette minori: il comune di Ceretto dichiara il dissesto finanziario, lunedì manifestazione dei sindaci lomellini

Da anni gli enti locali lanciano l’allarme: «Spese insostenibili»

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

05 Agosto 2022 - 20:30

Rette minori: il comune di Ceretto dichiara il dissesto, lunedì manifestazione dei sindaci lomellini

Il Municipio di Ceretto Lomellina

Le cause che hanno portato l’amministrazione comunale di Ceretto Lomellina, paese di circa 200 abitanti, a dichiarare il dissesto finanziario sono scritte nero su bianco nella delibera di consiglio del 29 luglio, in cui si parla di «problemi strutturali di medio e lungo periodo che hanno iniziato a manifestarsi alcuni anni fa e che si sono aggravati in questo ultimo periodo (…) A peggiorare la situazione economico finanziaria, negli ultimi anni, ha concorso principalmente il provvedimento del Tribunale dei Minorenni di Milano, con il quale è stato disposto che dal 15 marzo 2018, tre ragazze minorenni residenti in Ceretto Lomellina, venissero allontanate dalla famiglia di origine e collocate in una struttura comunitaria, con conseguente onere delle rette di tale struttura pari a 93.075 l’anno, posto a carico del Comune (…)». A nulla sono valsi i tentativi di ridurre ogni spesa superflua, o meglio "non strettamente necessaria", per riuscire a far tornare i conti. Negli ultimi anni erano stati tagliati anche alcuni servizi, come lo scuolabus e il trasporto anziani, e gli amministratori avevano rinduciato a percepire l'indennità di funzione.

Nella situazione di Ceretto rischiano di trovarsi anche altri Comuni della Lomellina, così come di altre parti d’Italia. Il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna, ha convocato per lunedì mattina un incontro per cercare di porre l'attenzione sulla complessa problematica. «I sindaci lomellini si ritroveranno a Ceretto per portare la propria solidarietà e vicinanza al collega e amico sindaco Giovanni Cattaneo – fa sapere il primo cittadino di Mede – che in questi giorni ha dovuto subire le conseguenze di normative assurde, dichiarando il dissesto finanziario per i costi di ricovero di minori in strutture dedicate. Un segnale e una voce che vuole arrivare a chi, da anni, non ascolta le esigenze dei Comuni, ed un gesto di amicizia verso chi, pur avendo profuso ogni sforzo, non può più continuare ad occuparsi come giusto sarebbe, dei propri cittadini».

MINORI IN COMUNITA'

Quando la famiglia di origine, per gravi problemi socio-economici o vertenze giudiziarie, non è più nelle condizioni di occuparsi dei figli, intervengono i servizi sociali e il Tribunale dei minorenni, che può disporre l’allontanamento dai genitori e l’inserimento in una struttura residenziale. In Italia, in base all’ultima rilevazione (situazione al 31/12/2019) sono 27.608 i bambini e gli adolescenti collocati fuori dalla fa- miglia: 13.555 sono in affidamento a singoli e parenti, mentre 14.053 sono accolti nei servizi residenziali.

In molte Regioni le spese per il mantenimento in comunità sono direttamente a carico dei Comuni. Da tempo, un gruppo di sindaci della Lomellina segnala con insistenza l’impossibilità di sostenere un simile onere. Il costo in Lombardia può arrivare a 150 euro al giorno, circa 55 mila euro l’anno a minore.

Difficoltà a sostenere le spese per il collocamento in comunità sono state rilevate in anni pre-Covid da oltre il 30% dei 51 Comuni del piano di zona dell’ambito distrettuale della Lomellina. Criticità segnalate da altri centri della provincia di Pavia, dove incide anche la conformazione territoriale frammentata; circa il 90% dei 186 Comuni ha una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti, il 46% sotto i mille. Ora il timore, anche a causa della crisi economica, è che il problema possa esplodere.

Nella cartina, una panoramica della situazione sul nostro territorio; i dati (fonte: Ufficio Piano di zona dell'ambito distrettuale della Lomellina) sono aggiornati al mese di febbraio 2022.

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