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Il gruppo Eurospin dona 30mila euro al reparto di Neonatologia e terapia intensiva neonatale del San Matteo

Verranno utilizzati per la creazione di un nuovo software per il monitoraggio dei neonati ricoverati

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11 Agosto 2022 - 08:33

Il gruppo Eurospin dona 30mila euro al reparto di Neonatologia e terapia intensiva neonatale del San Matteo

Il gruppo Eurospin ha donato 30mila euro a favore della UOC Neonatologia e terapia intensiva neonatale della Fondazione, che saranno utilizzati per l'avvio di un software dedicato alla gestione medico-infermieristica dei neonati ricoverati. «Sono estremamente grato al gruppo Eurospin per questa importante donazione al reparto che ho l'onore di dirigere - dichiara Stefano Ghirardello, direttore della UOC Terapia Intensiva Neonatale -. Ho avuto modo di conoscere la dirigenza del gruppo qualche mese fa, nell'ambito di una ricognizione per una raccolta fondi mirata a sostenere lo sviluppo tecnologico della terapia intensiva neonatale. Quando ho presentato il progetto di informatizzazione del reparto, ho trovato nella dirigenza Eurospin degli interlocutori interessati e con grande empatia. Fin da subito si sono messi a disposizione per sostenere questo progetto, e il risultato è questo prezioso contribuito».


I reparti di terapia intensiva neonatale come quello del San Matteo assistono sia neonati estremamente prematuri, sia neonati e lattanti con patologie chirurgiche complesse, che richiedono professionalità e competenze affiancate da un supporto tecnologico avanzato, che includa apparecchiature e sistemi di monitoraggio sofisticati e centralizzati. A tal fine, la cartella clinica informatizzata, disegnata specificamente per le esigenze dei piccoli pazienti, è uno strumento fondamentale.
«Come gruppo imprenditoriale - dichiara Eurospin - supportiamo da diversi anni iniziative a favore delle realtà sanitarie pubbliche di eccellenza e crediamo fortemente in queste collaborazioni tra pubblico e privato. È quindi nostro auspicio che si possano strutturare nel tempo altre iniziative con il dottor Ghirardello e la Terapia intensiva della Fondazione San Matteo di Pavia».

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