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VIGEVANO

Duomo, il vescovo ha presentato alla città il nuovo altare

La consacrazione il 26 settmbre: officerà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede

Davide Maniaci

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dade.x@hotmail.it

17 Settembre 2022 - 16:04

Lo ha ammesso candidamente davanti ai presenti il vescovo: “forse è la prima volta in cui sono davvero emozionato”. E lo era. Le immagini del filmato si riferiscono alla cerimonia di questa mattina in cui finalmente, nella nostra cattedrale, monsignor Maurizio Gervasoni presentava il “progetto emblematico” diocesano. La conclusione, ossia, dei lavori che tramite fondi Cariplo (un milione di euro, circa) hanno interessato diverse realtà del complesso del Vescovado e della stessa Cattedrale.
Gervasoni ha annunciato durante la cerimonia, ufficialmente, la data della consacrazione del nuovo altare che avverrà sabato 26 novembre alle 15,30 da parte del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, con la partecipazione del cardinale Oscar Cantoni e degli altri vescovi lombardi. Oggi erano presenti le autorità locali: il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa e altri primi cittadini di Comuni della diocesi ed esponenti delle forze dell’ordine.

Una fase della presentazione di questa mattina

Nell’anno 2016 la Diocesi di Vigevano ha partecipato ad un bando di gara della Cariplo, dal titolo “Progetti Emblematici”. La Diocesi, con precise indicazioni del vescovo, monsignor Maurizio Gervasoni, ha presentato una serie di progetti di restauro conservativo e ristrutturazioni su immobili di valenza storica con percorsi storico culturali integrati. I progetti, dopo essere stati approvati dalla Soprintendenza, sono stati sottoposti e presentati al bando di gara, aggiudicandosi e vincendo usufruendo del contributo messo a disposizione dalla direzione generale della Cariplo. Questo progetto valorizza e dispone di un’offerta culturale integrata dialogando col territorio mediante il restauro, l’ampliamento e la ristrutturazione non solo del Duomo (impianti di riscaldamento ed elettrico, il restauro delle cappelle laterali e la posa dell’opera contemporanea di Stefano Arienti nella cappella del Crocifisso) ma anche del museo del Tesoro, di palazzo Vescovile diventato “museo diffuso”, della biblioteca e dell’archivio diocesano.

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Commenti all'articolo

  • p.pazzi

    18 Settembre 2022 - 21:50

    Opera orribile quanto superflua, che oltretutto deturpa la solennità armonica di un tempio più che dignitoso, altare degno di una cappella ospedaliera non di un Duomo.

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