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Addio a Virginio Rognoni

L'ex ministro degli Interni scomparso all'età di 98 anni

Bruno Ansani

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20 Settembre 2022 - 16:08

Addio a Virginio Rognoni

È scomparso a 98 anni Virginio Rognoni, storico esponente della Dc pavese e figura di rilievo della politica nazionale tra fine anni '70 e negli anni '80. 

Eletto deputato nel 1968 (lo rimase fino al 1994), Rognoni assunse la carica di ministro degli Interni nel governo Andreotti nel giugno del 1978, appena dopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro e le conseguenti dimissioni dal Viminale di Francesco Cossiga. Mantenne la carica fino al 1983. 

Virginio Rognoni con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

In qualità di ministro ha affrontato i difficili anni della lotta armata e della violenza terrorista (i cosiddetti anni di piombo). Fu inoltre promotore insieme al comunista Pio La Torre (poi assassinato dalla mafia) della legge 13 settembre 1982, n. 646, nota infatti con il nome di entrambi e che andava per la prima volta a colpire con i sequestri i patrimoni economici e finanziari della criminalità organizzata e introduceva il reato di associazione di tipo mafioso. Tra le sue riforme più significative vi è la smilitarizzazione della Polizia di Stato, attuata nel 1981.

Tra il 2002 ed il 2006 ricoprì anche la carica di vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura. La parabola politica di Rognoni vide il passaggio al Ppi al momento della scomparsa della vecchia Dc, il conseguente passaggio alla Margherita e l'adesione, infine, al Pd nel 2008, al momento della sua fondazione.

Professore di Istituzioni di diritto processuale presso la facoltà di giurisprudenza dell'Universitò di Pavia, ha esercitato la professione di avvocato. Fu uno dei principali esponenti della Dc pavese, a capo di "Base", la corrente della sinistra democristiana, della quale fece parte anche la sindaca di Vigevano Lucia Rossi.

LE REAZIONI

Vittorio Poma, ex presidente della Provincia: «Sono stato uno dei giovani, tra gli anni 70 e 80, cresciuto nella corrente di Base di Marcora, della quale faceva parte anche Virginio Rognoni. Per me è stata una figura di riferimento politico importante, sapeva trasmetterti il senso dello Stato e delle Istituzioni. Un modo di fare politica che non correva dietro alle tessere, bensì alle esigenze delle persone. Era una persona seria, preparata e con una forte carica di ideali. E quelli erano gli anni dei grandi ideali. Una stagione dove tutti, anche chi come il sottoscritto alle porte delle Istituzioni, gli anni difficili della crisi istituzionale e politica dopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro. Abbiamo vissuto la stagione della solidarietà nazionale e l'apertura verso il Pci. Nel suo dna di politico e dirigente lo stare dentro alle istituzioni e pensare ai problemi del Paese, veniva prima della propria carriera politica. Posso dire che Rognoni, nelle Istituzioni, stava per gli altri, non per se stesso. Con lui ho condiviso tanti momenti, tante battaglie, incomprensioni e rotture provocate dalla crescita di un percorso politico, ma alla base c'è sempre stato un profondo rispetto e ammirazione per quello che ho sempre considerato un servitore dello Stato».

Giorgio Maini, ex sindaco di Pavia: «È difficile accettare la scomparsa di un uomo del valore di Virginio Rognoni, per me un punto di riferimento anche prima di svolgere gl’incarichi amministrativi. Un interlocutore laico e, prima di tutto, attento ai bisogni della gente. Ricordo ancora gl’incontri importantissimi al Viminale per la realizzazione della tangenziale ovest di Pavia.
Pavia perde uno dei politici capaci di dialogo, confronto e assenza di pregiudizi».

Vinicio Peluffo, segretario Pd Lombardia: «A nome di tutta la comunità dei Democratici della Lombardia esprimo vicinanza e condoglianze alla famiglia e agli amici per la scomparsa di Virginio Rognoni. Un illuminato uomo delle istituzioni che dopo la fine della DC aveva trovato nel PD un riferimento politico.  Di lui ricorderemo i tanti insegnamenti, soprattutto il suo profondo europeismo, da salvare oggi più che mai». 

IL CORDOGLIO DELL'UNIVERSITA'

Virginio Rognoni si era laureato in Giurisprudenza a Pavia nel 1947 come alunno del Collegio Ghislieri è stato successivamente borsista Fulbright alla Yale University per poi ritornare a Pavia, dove è stato docente di Istituzioni di diritto processuale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università ed esercitando la professione di avvocato.

Virginio Rognoni con il rettore dell'Università di Pavia, professor Francesco Svelto

«La scomparsa di Virginio Rognoni  - ha dichiarato il Rettore dell’Università di Pavia, professor Francesco Svelto - mi rattrista molto e tocca da vicino tutti noi. Virginio Rognoni ha sempre testimoniato un forte attaccamento a Pavia, all’Università dove si è laureato e dove è stato professore di “Istituzioni di diritto processuale”, al Collegio Ghislieri, di cui è stato Alunno. Con grande disponibilità e signorile modestia, è stato spesso protagonista della vita universitaria, anche in questi anni. Penso alla sua recente testimonianza in occasione del 660° anniversario dell’Università e alla partecipazione, proprio un anno fa, all’inaugurazione dell’anno accademico, insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La sua presenza discreta, autorevole ed amica mi mancherà molto, così come le sue passeggiate nei cortili dell’Ateneo. Lo saluto con emozione, anche per l’empatia con cui mi è stato vicino durante questo primo periodo di rettorato. Un abbraccio affettuoso ai suoi familiari».

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