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Dalla Lomellina a Londra per rendere omaggio alla regina Elisabetta

Cilavegna: la trasferta di Annamaria Ruggeri, esperta di famiglia reale inglese

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

22 Settembre 2022 - 19:47

Dalla Lomellina a Londra per rendere omaggio a Elisabetta

Foto The Royal Family

In trasferta dalla Lomellina per rendere omaggio alla regina Elisabetta II. È stata l’avventura di Annamaria Ruggeri, 59enne originaria di Vigevano che vive a Cilavegna. «L’ho sempre ammirata per il suo esempio di straordinario senso del dovere, di impegno, di resilienza e di spirito. Elisabetta II è stata unica. È entrata nella storia al pari di altri re del calibro di Enrico VIII Tudor», racconta. Laurea in lingue straniere, un lavoro in banca e una smisurata passione per la storia e la cultura inglese – che coltiva da quando aveva 9 anni e che ha poi maturato durante gli studi, anche grazie alla professoressa Angela Invernizzi, con la quale fece il suo primo viaggio nel Regno Unito – la dottoressa Ruggeri ha approfondito la conoscenza della famiglia reale e dei retroscena di Buckingham Palace, a cui ha dedicato già alcune conferenze e incontri pubblici, l’ultimo in occasione delle celebrazioni per il Giubileo di Platino. 

Annamaria Ruggeri in un selfie durante la fila a Londra

La scorsa settimana ha prenotato un volo e si è messa in coda per 14 ore per un ultimo saluto alla regina. «Mi sono ritagliata uno spazio e venerdì mattina sono arrivata a Londra – racconta – Ho organizzato il viaggio in modo da avere un po’ di margine, sapevo che l’attesa sarebbe stata impegnativa, e ho prenotato due voli di ritorno per non rischiare. Ho iniziato la fila alle 10, sono arrivata alla Westminster Hall alle 0,37 di sabato. È stato faticoso, ma ne è valsa la pena. Avevo comprato dei panini in aeroporto, comunque lungo il percorso erano allestiti dei punti di ristoro. Poco prima di entrare ci sono stati offerti caffè e tè caldi. Devo dire che è stato tutto molto ben organizzato e ordinato. Nelle ore di attesa ho fatto amicizia con un gruppetto di inglesi, ci si spronava a vicenda. L’adrenalina mi ha sostenuta. La coda è stata interminabile e il passaggio davanti al feretro dura circa 30 secondi. Ma lo rifarei un’altra volta, quando sono uscita mi sono sentita parte di un avvenimento che resterà nei libri di storia. La morte di Queen Elizabeth ha colpito tutti, non solo gli inglesi. Le persone si ren- dono conto che una regina come lei non si vedrà più per secoli. In questi giorni ho letto diversi giornali e ho seguito le varie dirette: per gli inglesi è davvero come se fosse deceduta una persona di famiglia, e venerdì ne ho avuto la conferma. Carlo III? Le premesse sono positive – afferma Ruggeri – ma non è, e non potrà essere, come Elisabetta».

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