In "Back air falcon dive vol. 2" i featuring di Yuri La Cava dei Kuadra, Chelsey Crowley dei Nuovo Testamento, Adam Vida e Carlotta Deiana

Il ritorno degli Anna Ox

La band di Vigevano tra presente e futuro

16 Aprile 2020 - 22:25

Qui l'album.

La loro musica è fatta di malinconia, quella del bambino che anziché giocare sulla spiaggia con gli amici li guarda da dietro il vetro di una finestra. Le influenze sono tante e diverse, non sempre ovvie. Il post rock americano degli anni ’90, l’elettronica, le colonne sonore quasi da videogame. Anche “Back air falcon dive vol. 2” è un colpo al cuore, come era successo un anno fa per il primo capitolo. Tornano gli Anna Ox col loro nuovo Ep confermandosi band di punta nella scena alternativa vigevanese. Pubblicano per l’etichetta To Lose La Track (il gioco di parole col pittore impressionista non è per forza immediato) in collaborazione con Laroom. Sintetizzando la proposta si potrebbe descrivere così. «Prendere il primo volume, quasi del tutto strumentale, farlo cantare a quattro ospiti e stravolgere il senso generale». I featuring sono di Yuri La Cava dei Kuadra, altra eccellenza vigevanese, di Chelsey Crowley dei Nuovo Testamento, del rapper Adam Vida e di Carlotta Deiana, vocalist dei Mòn che canta Lady Isabel. Creano quello che, di fatto, è un album diverso. Parallelo.
«Abbiamo coinvolto una serie di cantanti che ci piacevano – aggiunge il batterista Andrea Ganimede – e a cui non abbiamo imposto regole. Le tracce erano quelle del volume 1 e loro potevano lavorarci come preferivano, cantando e scrivendo nella lingua che sentissero più adatta a raccontare l'argomento. Il nostro obiettivo era la piena partecipazione creativa di qualcuno al di fuori della band, che affrontasse i pezzi senza la nostra influenza diretta, e ne siamo pienamente soddisfatti». Durante l’ascolto, disponibile gratuitamente sulla piattaforma Spotify, si avverte quel senso di nostalgia ineluttabile. Gli Anna Ox, come ha spiegato il chitarrista Alessandro Carnevale, nascono come complesso strumentale. Sono soltanto le note a creare il racconto, a volte sonnacchiose, esattamente come una crisalide che sbadigliando esce dal bozzolo. Ninnenanne angeliche attraverso gli strumenti a corda e l’effettistica, intrecci che prendono ritmo con le parti elettroniche e di batteria. Così è nato “JJungle”, forse il brano migliore, che vive di alti e bassi. Momenti di grande propositività, euforia, ma anche di risacche. «Senza voler scendere nella retorica – prosegue Carnevale – di base siamo amici che suoniamo insieme da tanti anni, crescendo insieme e plasmando il nostro gusto volenti o nolenti sul percorso degli altri. Certo, i capisaldi sono quelli. Gli Slint, leggendario gruppo americano che ha creato un sound, i Mogwai. Sempre con queste influenze ma con un marchio sempre più riconoscibile nascerà il nostro secondo album. Sarà sicuramente diverso nella forma, ma non nella sostanza. Abbiamo impiegato anni e 3 progetti diversi per trovare un modus operandi che ci fa andare in sala come Anna Ox, propositivi e ispirati. Noi, come tanti altri gruppi, torneremo, e non vediamo l'ora di trovarci davanti o sopra un palco ad ascoltare o suonare. D'altronde ogni cambiamento si festeggia con della buona musica e quella di tante band tornerà a farsi sentire. Intanto potete ascoltare gratuitamente Back Air Falcon Dive Vol.2 sulle principali piattaforme musicali come Spotify». Tutti intanto aspettano i concerti. Ci sarebbero stati, poi è saltato tutto. Perfino i videoclip dei brani di “Back air falcon dive vol. 2” sono stati girati in remoto.

Chi siete?

Gli Anna Ox sono, oltre a Ganimede e Carnevale, Guido Ghilardi al basso, Giovanni Graziano alla chitarra e Pietro Ferrari all’elettronica. Suonano con questo nome dal 2018, ma sono insieme da circa dieci anni, nel corso dei quali hanno inciso tre dischi, uno come GIOACCARDO (“Charles” Abnegat Records 2014) e due come ELK (“World” Picane 2015 e “Ultrafun Sword” Niegazowana 2016) e li hanno portati in giro in Italia e in Europa. Il loro è un mix di elettronica, r’n’b, postrock. "Back Air Falcon Drive", il loro disco d’esordio, pubblicato per To Lose La Track, nasce come interamente strumentale. Per casi imponderabili la traccia "Fucsite" è piaciuta al rapper californiano Adam Vida, il quale ha voluto incidere una parte vocale. Il singolo è stato pubblicato in anteprima il 25 gennaio 2019 su tutte le piattaforme digitali, seguito da un videoclip realizzato da Lorenzo Ferrari e Miriam Traore, girato tra Milano, Vigevano e San Francisco.

Mi sembra che voi, come anche altri (i Kuadra mi vengono in mente) viviate una Vigevano 'altra'. Nel senso che, credo, molti vigevanesi non appassionati di musica alternativa ignorino del tutto la scena. Non mi sembra una città viva da questo punto di vista. Come si fa a sopravvivere in un ambiente del genere?

«Vigevano è senza dubbio una città strana - risponde Carnevale - e noi abbiamo vissuto un periodo dove tutti in qualche modo suonavano. E’ cambiato tutto in pochissimo tempo nel mondo e nel mondo musicale in particolare. Basti pensare che, al primo concerto che abbiamo fatto insieme io e Guido, nessuno dei due possedeva un cellulare. Adesso tanta parte dell’organizzazione, ma anche della musica che poi va ad abitare le nostre canzoni, passa per uno smartphone. Citi i Kuadra che sono un esempio assolutamente encomiabile di una vita e una socialità in qualche modo sacrificata per anni al cospetto di una passione. Li rispettiamo molto e infatti Yuri, il cantante, è presente con tutta la sua classe in un brano di volume 2. Si sopravvive in questo modo, non potendone fare veramente a meno. Tornando a Vigevano: in tanti abbiamo suonato crescendo con altri ragazzi in più formazioni interconnesse. Alcuni si fermavano altri andavano avanti. Molti progetti erano straordinari e son durati un battito di ciglia, chissà perché. C’era sicuramente una “scena” in città che oggi si è persa, anche se quella “scena” era in grado di fagocitare il più delle volte, più che stimolare. È come se Vigevano fosse orgogliosa di una bandiera bianca pronta ad essere sbandierata, una resistenza a priori. C’è sempre stato tanto cuore e anche tanta malinconia e provincialismo. Oggi non saprei spiegare, per meri motivi anagrafici, l’approccio di un ragazzo in questa città con la musica. Certamente è sempre un fattore decisivo ma le dinamiche di permeabilità e impermeabilità sono semplicemente diverse».



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Davide Maniaci

Davide Maniaci

Nato nel 1988 e cresciuto a Vigevano. Tantissime le cose che mi interessano, davvero poche quelle che mi piacciono davvero. I viaggi, mangiare e bere bene, le storie. Scrivo per l'Informatore dal 2016, con una predilezione per qualsiasi argomento che non sia lo sport locale. Per questo mi occupo, a rotazione, di tutti gli altri settori. Essendo interista sono abituato alle sconfitte. Prima di diventare giornalista sono arrivate due lauree in storia, un corso di cucina (ma non preparo dolci), qualche canzone tuttora inedita, valanghe di gol nei campetti da calcio finché ero magro, moltissima curiosità verso i dettagli e verso tutte le altre persone che credono in un’idea

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