#Vigevano, i Foggy Fields Rangers recuperano le radici del bluegrass e del country

Banjo, mandolino e contrabbasso

Fondono blues, musica nera e virtuosismi jazz per creare cover esplosive

30 Aprile 2020 - 21:10

Folgorati tra le risaie sulla via del bluegrass e del country. Banjo, mandolino, violino, contrabbasso. Ma non siamo mica a Nashville. I Foggy Fields Rangers arrivano da Vigevano, da Mortara, da Trecate. Il sestetto che recupera le radici della musica americane lancia cover esplosive: col repertorio di altri, dai classici ai grandi cantautori, indugia nei temi classici. Incidenti ferroviari, rapine di banche, bei tempi andati, delitti passionali. Assoli, un look e uno spettacolo che già da soli valgono il prezzo del biglietto. Senza le restrizioni ora sarebbero in giro per feste della birra e altri show all’aperto senza freni. I locali infatti fanno fatica a rinchiudere un sestetto così. Al di là del divertimento, dietro c’è una grandissima ricerca. Il bluegrass è la fusione di folk “bianco” povero, musica nera e virtuosismi dal jazz. Il banjo arriva dagli schiavi africani, la chitarra dagli spagnoli, il mandolino e il contrabbasso dall’opera italiana, il violino dalla tradizione celtica irlandese e scozzese. L’armonica dalle navi che partivano da Amburgo. La cosa straordinaria sono le percussioni: per una musica dove il ritmo è scandito dalla voce e dal cantante che picchia a terra con lo stivale, loro usano un’asse per lavare i panni. Negli States la chiamerebbero “washboard”. Le dita battono il tempo. Il risultato è una miscela di grande effetto, colonna sonora di mille film immaginari che tutti almeno una volta hanno visto. I Foggy Fields Rangers sono il cantante Jack Facciamanna (anche armonicista e chitarrista), Stefano Protti al banjo, il mandolino di Paolo Cappa, Samuel Flora come violinista, Federico Pavan – contrabbasso - e Francesco Flora. Lui è alla “washboard”.

Wayfaring Stranger, classicissimo del blues di tutti i tempi. Inoltre il loro canale con tanti altri brani e la pagina Facebook.

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Davide Maniaci

Davide Maniaci

Nato nel 1988 e cresciuto a Vigevano. Tantissime le cose che mi interessano, davvero poche quelle che mi piacciono davvero. I viaggi, mangiare e bere bene, le storie. Scrivo per l'Informatore dal 2016, con una predilezione per qualsiasi argomento che non sia lo sport locale. Per questo mi occupo, a rotazione, di tutti gli altri settori. Essendo interista sono abituato alle sconfitte. Prima di diventare giornalista sono arrivate due lauree in storia, un corso di cucina (ma non preparo dolci), qualche canzone tuttora inedita, valanghe di gol nei campetti da calcio finché ero magro, moltissima curiosità verso i dettagli e verso tutte le altre persone che credono in un’idea

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