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Calcio, Prima Categoria: nessun miracolo, il Mortara retrocede in Seconda

Dopo lo 0-3 di domenica scorsa, l'undici lomellino è stato sconfitto dalla Cavese anche nella gara di ritorno (3-2)

Angelo Sciarrino

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angelo.sciarrino@ievve.com

29 Maggio 2022 - 21:14

Calcio, Prima Categoria: nessun miracolo, il Mortara retrocede in Seconda

Il difensore Dridi, autore del gol della speranza, e mister Buttè

Un destino che era già segnato dalla scorsa settimana quando il Mortara venne superato nettamente in casa dalla Cavese (0-3) nella gara d'andata dei play-out. Quest'oggi i lomellini si sarebbero dovuti imporre in trasferta con quattro gol di scarto, un'impresa al limite dell'impossibile. Nonostante ciò il Mortara ci ha provato, schierando una formazione ultra offensiva. Per due volte l'undici di Buttè si è portato avanti nel punteggio, prima con il difensore Dridi e poi con una punizione di Zimbardi, ma in entrambi i casi è stato subito ripreso dalla Cavese che poi nei minuti di recupero ha trovato il gol della vittoria (3-2), con gli ospiti sbilanciatissimi in avanti.

“Purtroppo queste partite di finale sono state lo specchio di come la squadra ha affrontato tutta la stagione – sono le parole di mister Buttè – abbiamo pagato un girone d'andata un cui con soli nove punti all'attivo sapevamo che sarebbe stato molto complicato venirne fuori, nonostante tutto nella seconda parte ci abbiamo provato e con 16 punti siamo riusciti se non altro ad agganciare i play-out. Purtroppo però anche in queste partite la squadra ha dimostrato di avere delle carenze caratteriali, quelle che in tante circostanze ci hanno fatto perdere partite da situazioni di vantaggio. Domenica scorsa con la Cavese eravamo zero a zero alla fine del primo tempo, poi siamo andati sotto di un gol e la squadra si è completamente disunita quando la situazione sarebbe stata ancora rimediabile. Indubbiamente a inizio anno sono state fatte delle scelte sbagliate e anch'io mi ci metto tra i responsabili. Adesso la società dovrà fare un bel reset, ma ci sarà modo per parlarne”.

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