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Le perizie non cambiano nulla. Per Alberto Stasi il Pm Rosa Muscio chiede 30 anni di carcere

Avrebbe detto solo "falsità" riguardo al ritrovamento del cadavere della sua fidanzata. L'ora del delitto dopo le 12,40

10 Dicembre 2009 - 16:15

Si è conclusa da poco la requisitoria del Pm Rosa Muscio. Chiesti 30 anni di carcere per Albrto Stasi, imputato dell''''''''omicidio della fidanzata Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007.
 «Tutte le perizie non hanno modificato il quadro accusatorio». E'''''''' uno dei passaggi della parte iniziale della requisitoria del pm nel corso del processo con rito abbreviato nei confronti di Alberto Stasi. Il pm Muscio prima di passare la parola al collega Claudio Michelucci ha spiegato al gup Stefano Vitelli che gli esiti delle quattro perizie da lui disposte lo scorso aprile non hanno spostato le conclusioni dell''''''''accusa. «Per cui - questo ha aggiunto in sintesi il pm - chiederò l''''''''affermazione della penale responsabilità di Alberto Stati».    Dopo l''''''''introduzione del pm Rosa Muscio la parola è passata al collega Michelucci che ha di nuovo sostenuto che Alberto avrebbe detto solo "falsità" riguardo al ritrovamento del cadavere della sua fidanzata, definito una "messa in scena". Inoltre il magistrato ha passato in rassegna anche la telefonata al 118 con cui il giovane diede l''''''''allarme della morte di Chiara: secondo l''''''''accusa la chiamata è partita quando il giovane era già davanti alla caserma dei carabinieri di Garlasco e non davanti alla villetta di via Pascoli dove è stato commesso l''''''''assassinio. In più Michelucci ha sottolineato che il giovane non era assolutamente allarmato e ha descritto il suo tono di voce di una freddezza agghiacciante.
«Chiara Poggi è morta nella seconda metà della mattinata». È quanto ha poi anticipato il pm Rosa Muscio prima della sospensione per la pausa pranzo della sua requisitoria. Il pm nel posticipare l''''''''ora del delitto si è basata su quanto è stato indicato dalla perizia informatica firmata dagli ingegneri Roberto Porta e Daniele Occhetti: la mattina del 13 agosto Alberto rimase al computer dalle 9.35 alle 12.20. Il pm ha poi quindi affermato che «le evidenze ci dicono che la morte é avvenuta prima o dopo le 12.20 e con più probabilità nella seconda parte della mattinata». Da quanto si è saputo, la pubblica accusa ipotizza che Chiara possa essere stata uccisa dopo le 12.40. Inoltre il pm ha tentato di smontare la perizia medico-legale e che è impossibile che Alberto quando ritrovò il cadavere della sua fidanzata non si sia sporcato le scarpe di sangue. E poiché le suole delle Lacoste consegnate dal giovane agli investigatori sono risultate pulite, vuol dire che «ha mentito».(ANSA).
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