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Zerbolò, nel box un laboratorio per la lavorazione di marijuana

È stato il forte odore di marijuana a insospettire i Carabinieri, che ieri stavano effettuando un controllo in un’abitazione di Zerbolò. In un garage, due insospettabili coniugi di Zerbolò avevano allestito un vero e proprio laboratorio dove essiccavano,

22 Settembre 2016 - 12:48

Zerbolò, nel box un laboratorio per la lavorazione di marijuana

Il controllo dei militari dell’Arma è scattato ieri, intorno alle 13, perché era stato segnalato che alcuni giorni prima, dall’abitazione dei due coniugi, provenivano colpi di arma da fuoco. Pare che uno dei due coniugi sparasse, con tanto di fucile di precisione, ai gatti di passaggio nella sua proprietà, uccidendoli. I Carabinieri ieri stavano verificando i fatti, quando hanno notato un via vai insolito all’interno di un garage di un vicino di casa dei due coniugi. Daniele Moretto, 40 anni nullafacente, e Roberta Fassina, 41 anni commessa, hanno ammesso di sparare ai gatti con una carabina munita di sistema ottico di precisione, fornendo come giustificazione il fatto che i felini infastidiscono le anatre che allevano nel loro cortile, e il riposo dei clienti che soggiornano nel loro bed and breakfast, attività che i due hanno avviato da poco e che è ancora in fase di regolarizzazione. Ma quello che ha insospettito i militari dell’Arma è stato il forte odore tipico della marijuana proveniente dall’abitazione. Immediata è scattata una perquisizione della casa e di un box. I Carabinieri hanno trovato un vero e proprio laboratorio, dove i due insospettabili coniugi essiccavano, lavoravano e confezionavano la sostanza stupefacente da destinare allo spaccio. Nel corso della perquisizione, sono stati trovati tre chili e 980 grammi di marijuana, nascosta sul fondo di un fusto metallico portalettere e adagiata sopra due essiccatoi artigianali, che i due coniugi avevano ricavato utilizzando due brandine metalliche, su cui avevano installato un impianto di ventilazione artigianale. Trovati anche 5 piante in essicazione (del peso complessivo di un chilo), un bilancino elettronico di precisione e altro materiale utile per confezionare le dosi. I militari dell’Arma hanno, inoltre, rinvenuto due chili di flumetasone pivalato e altri due chili di medrossiprogesterone acetato, sostanze chimiche utilizzate nel settore farmaceutico per la preparazione di antidolorifici e per gli effetti ritardanti e analgesici da destinare ad alcuni strumenti anticoncezionali; i due coniugi non sono stati in grado di fornire giustificazioni credibili sul loro possesso, ed è probabile che fossero utilizzate come sostanze da taglio per altri tipi di stupefacenti. In un comodino, poi, i due nascondevano un barattolo di vetro con altri 20 grammi di sostanza stupefacente. Da successivi riscontri, i Carabinieri hanno scoperto che i prodotti chimici erano stati rubati in una ditta farmaceutica che ha sede a Gropello Cairoli, in via Pavia. I cinque chili di marijuana sono stati sequestrati, e i due coniugi sono stati arrestati in attesa del rito per direttissima.

i.d.

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