Operazione del Gico della Guardia di Finanza e dei carabinieri forestali

Infiltrazione della malavita organizzata nel settore dei rifiuti: cinque arresti

Umberto Zanichelli

13 Luglio 2020 - 11:47

Infiltrazione della malavita organizzata nel settore dei rifiuti: cinque arresti

In cella il capo della "locale" di Legnano-Lontae Pozzolo ed un consigliere comunale di Busto Arsizio.

Cinque persone sono state raggiunte da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Milano per i reati di estorsione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, con l'aggravante del metodo mafioso nell'ambito dell'operazione "Special Guest". Tra essi quello che è considerato il capo della “locale” di Legnano-Lonate Pozzolo, attualmente imputato nel processo “Krimisa” ed un consigliere comunale di Busto Arsizio (Varese) collegato alla medesima associazione. Le indagini sono state condotte dal Gico della Guardia di Finanza di Milano e dal Nipaaf dei Carabinieri Forestali di Milano e coordinate dal procuratore della Repubblica Francesco Greco. Attualmente sono in corso altre perquisizioni.

L’indagine costituisce di fatto il seguito dell’operazione “Feudo”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che aveva portato, nell’ottobre 2019 all’arresto di 11 persone per traffico illecito di rifiuti ed al sequestro preventivo di fabbricati, terreni, disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

L’attività investigativa avviata dopo l’esecuzione dell'ordinanza, ha permesso di riscontrare come la società Smr Ecologia srl, che opera nel settore prima del trasporto e poi del trattamento rifiuti e che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti di La Guzza (Como), abbia subìto, per un lungo periodo, l’infiltrazione da parte di persone legate alla “locale” di Legnano-Lonate Pozzolo.

Grazie alla scelta dell’imprenditore, a suo tempo raggiunto dalla misura cautelare, di spiegare le motivazioni sottese all’illecita attività, è stato possibile ricostruire l'estorsione della quale, dal 2014 al 2018, è rimasto vittima e che prevedeva oltre al pagamento in denaro l'assunzione di personale, in particolare quella del genero del capo della “locale” della zona.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che il denaro veniva versato attraverso dei fondi creati appositamente grazie all'emissione di fatture per operazioni inesistenti riguardanti consulenze mai effettuate, dalla ditta ad un componente del consiglio comunale di Busto Arsizio (Varese). In un solo anno, ha accertato la Finanza, ne erano state emesse per 100 mila euro, denaro poi utilizzato per il viaggio ed il soggiorno al nord dei familiari di una persona all'epoca detenuta e sottoposta al 41 bis.


 

 

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