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Biolevano: «La nostra prima battaglia, oggi possiamo dire che avevamo ragione»

L'intervento di Alda La Rosa, presidente di Futuro Sostenibile in Lomellina.

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

28 Gennaio 2021 - 17:30

Biolevano: «La nostra prima battaglia, oggi possiamo dire che avevamo ragione»

La raccolta firme nel febbraio 2009 organizzato dall'associazione Futuro Sostenibile in Lomellina

La storia della nascita di Futuro sostenibile in Lomellina coincide con la presentazione del progetto della Biolevano nel 2008. Fu allora che iniziammo la nostra battaglia per l'Ambiente. Oggi a 13 anni di distanza possiamo dire a voce alta: "Avevamo ragione". A chi allora si beffava di noi e ci diceva che eravamo contro il progresso, che la Mairie Techmont, quotata in borsa, affiliata della Fiat, era una società seria oggi diciamo che hanno preso lucciole per lanterne. Mairie Techmont ha sede in zona Isola a Milano, vicino al palazzo della Regione. Per intenderci il palazzo con pista di atterraggio per gli elicotteri voluto dal Celeste Formigoni. Con i suoi 2.000 dipendenti, era per i boccaloni una garanzia. Ma noi fiutavamo la corsa all'oro. I signori della Techmont pensavano che qui in Lomellina nessuno avrebbe osato opporsi tanto che avevano pensato di piazzarci sui terreni coltivati a riso ben due centrali. Una delle due era a olio di palma. Questa fortunatamente non vide mai la luce dopo che la prima centrale che avevano costruito in Monferrato nella prima settimana aveva dato origine a un incendio devastante.
E così ci trovammo a lottare solo contro la centrale Maire Techmont. Accanto a noi trovammo anche la Fondazione Coghi che aveva allora progetti molto più utili per il territorio. I signori della Techmont promettevano almeno 25 posti di lavoro. Nel tempo il posto di lavoro fu 1 solo per 1 solo abitante della Lomellina. Promettevano mari e monti ma le loro si dimostrarono come sempre solo promesse da marinaio. I responsabili del progetto non sapevano che anche qui c'erano persone di buonsenso che non volevano che la propria terra fosse deturpata. Avevamo accanto giovani come Marco Ariatta, Luca Degrandi e tanti altri Alcuni ancora adolescenti. Gli anziani dei paesi ci dicevano: "Vi state illudendo. Non ce la farete". Ma noi siamo teste dure. Cominciammo così ad analizzare il progetto. Raccogliemmo dati, ci consultammo con tecnici validissimi: ingegneri, agronomi ecc. La storia puzzava e molto. Iniziammo allora le raccolte firme nelle piazze della Lomellina e ne raccogliemmo tante. Organizzammo un primo convegno a Olevano con i pochi mezzi che avevamo. Facemmo stampare le nostre prime magliette arancioni contro la Centrale. Per noi che le conserviamo ancora nei cassetti sono preziose. Poi arrivò la notizia che il Tar aveva annullato tutte le autorizzazioni. Era il 2010 eravamo al mercato di Mortara a fare un banchetto di raccolta firme quando ci giunse la notizia. Esultammo come non mai, ma purtroppo non era la fine dell'incubo.
Nel 2012 finirono di costruirla dopo che il Consiglio di Stato aveva annullato la sentenza del Tar. Questo fu l'inizio della nostra storia, l'inizio di Futuro sostenibile in Lomellina 13 anni fa. Orgogliosi di esserci stati in tanti, sempre compatti con un forte senso etico e civico. Grazie a tutti quelli che ancora oggi con noi stanno percorrendo la strada della legalità, della tutela dell'ambiente e della nostra salute.

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