Operazione della Guardia di Finanza

Lomellina, scoperte le serre dove si coltivava la droga: nove arrestati

Umberto Zanichelli

15 Aprile 2021 - 12:02

A Borgo San Siro, Zinasco e Pieve Albignola. Sequestrati stupefacenti e armi.

Quindici persone coinvolte delle quali 9 arrestate in flagranza; 100 piante di marijuana sequestrate insieme a 113 semi di canapa indiana, due chili di marijuana essiccata, 25 grammi di hashish, 20 grammi di cocaina, 6 flaconi di metadone, 12 mila euro in contanti, due pistole con munizioni, due coltelli a serramanico ed un lampeggiante di quelli in uso alle forze di polizia.

Sono i “numeri” dell'operazione “Fiori di Zinasco” della Guardia di Finanza di Pavia, diretta dal sostituto procuratore della Repubblica di Pavia, Andrea Zanoncelli, e coordinate dal procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, che ha stroncato l'attività di una organizzazione dedita alla produzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti sull'asse Zinasco-Pavia. Le indagini sono partite a seguito del sequestro di droga e due pistole clandestine ad Alessio Bianchini, 25 anni di Zinasco, attualmente sottoposto all'obbligo di firma. Da lui si è risaliti agli altri componenti dell'organizzazione, ai cui vertici si trovavano Carmine Somma, 46 anni, originario del Napoletano e abitante a Garlasco con precedenti specifici ed un rumeno, Sasa Sevastre, 21 anni, di Zinasco che piazzavano droga e armi nella provincia di Pavia e sono gli unici attualmente detenuti. I due sono finiti in manette all'interno di una serra realizzata a Borgo San Siro gestita da Luciano Poggi, 55 anni. Il rumeno inoltre produceva “crack” nella sua abitazione di Zinasco con Lorenzo Milani, 29 anni, di Alessandria. Altre piantagioni sono state individuate nel pieno centro di Cava Manara, dove è stato arrestato Marco Catania, 41 anni, attualmente sottoposto all'obbligo di dimora, a Zinasco, dove è stato arrestato Giuseppe Febo, 37 anni, attualmente agli arresti domiciliari e a Pieve Albignola dove vive ed è stato arrestato Moreno Barrionuevo, 27 anni, originario dell'Ecuador. In manette è finito anche Hashem Mohamed Shahata Ahmed detto Momo, che spacciava sulla piazza di Pavia.

In queste ore le Fiamme Gialle stanno eseguendo diverse perquisizioni nei confronti di altre persone indagate per spaccio e al soldo dell'organizzazione di produttori, incensurate e in molti casi insospettabili. Le indagini hanno rivelato che la cessione della droga avveniva in modo “itinerante” con l'uso di auto a noleggio o riconducibili a terze persone con le quali i pusher raggiungevano i clienti che avevano contattato per telefono e dai quali, con un preciso “codice”, avevano ricevuto l'ordinazione.

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