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«Dalla foto sembra lei». Parla il compagno di Sara Lemlem

Il mistero della 40enne scomparsa il 4 dicembre: prende piede la pista olandese.

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

07 Gennaio 2022 - 22:00

«Dalla foto sembra lei». Parla il compagno di Sara Lemlem

Le ricerche di Sara Lemlem Ahmed (nel riquadro), la 40enne olandese di origini eritree scomparsa dallo scorso 4 dicembre (foto di Jose Lattari)

«O ha una sorella gemella, o è lei». A parlare è Corrado Mannato, il compagno di Sara Lemlem Ahmed, la 40enne olandese di origini eritree scomparsa da Vigevano nella serata del 4 dicembre. La riconosce subito quando gli mostriamo le foto inviate dalla famiglia olandese che la scorsa settimana ha contattato la nostra redazione, sostenendo di conoscere la donna, e raccontando di come, già in un’altra occasione, fece perdere le proprie tracce.

La famiglia olandese, che vive ad Amstelveen, ci ha raccontato che la donna fuggì via con la loro auto, ritrovata mesi dopo dalla polizia ad Anversa. In seguito alla sua scomparsa, iniziarono ad arrivare a casa ricevute da banche e società di credito, con alcune migliaia di euro da pagare. Se venisse confermata l’ipotesi che Sara Lemlem Ahmed è la stessa persona ospitata dalla famiglia di Amstelveen, la vicenda assumerebbe una prospettiva completamente diversa.

IL RACCONTO DEL COMPAGNO ITALIANO

«Adesso dubito di tutto», ci riferisce il compagno italiano di Sara, Corrado Mannato. Ecco il suo racconto: «L’ho conosciuta – riferisce Corrado – nel maggio del 2018, tramite un sito belga di incontri. Ci incontrammo di persona a luglio. Sono sempre andato ad Anversa a trovarla, ma mai a casa sua, anche se conoscevo il quartiere. Mi diceva che viveva con un cugino egiziano, e sempre con lui lavorava in una ditta di logistica speciale. Diceva di avere una laurea in ingegneria civile, e un’altra in scienze sociali, e di aver avuto un precedente impiego in una società di edilizia popolare. A volte veniva lei a trovarmi a Bruxelles. Fino al novembre del 2018 ci frequentammo assiduamente, praticamente ogni fine settimana».

Corrado Mannato conobbe Sara nella primavera del 2018, mentre si trovava all'estero per lavoro. Nel marzo del 2019 decisero di vivere insieme a Vigevano.

Adesso dubito di tutto. Sono pronto a collaborare con la polizia olandese

«A gennaio 2019 – prosegue – dovevo ritornare in Italia per lavoro, lei mi disse che il suo lavoro non le piaceva, che voleva lasciare. Abbiamo fatto per due volte avanti e indietro tra Italia e Olanda. Alla fine del 2018 mi disse di aver perso tutti i documenti, un’altra cosa strana con il senno di poi. Nel marzo del 2019 sono andato a prenderla in auto: mi ricordo che arrivò con una piccola utilitaria, non ricordo il modello. Una tre porte scassata, su cui aveva caricato tutte le sue cose. La parcheggiò ad Anversa, fra la città e il canale Schelda, in via San Michele. Disse che un suo amico, un ufficiale di polizia di Amsterdam, sarebbe poi passato a riprendersi l’auto. Non seppi più nulla». 

Il signor Corrado ora cerca risposte, e dice di essere pronto a collaborare anche con la polizia olandese se fosse necessario: «La priorità in questo momento rimane sapere che sia in vita. Mi auguro che stia bene – afferma – E spero che ci sia qualcuno disposto ad aiutarla. Se davvero è la stessa persona della foto della famiglia olandese, ha bisogno di un grosso aiuto psicologico. Si è creata una realtà immaginaria parallela».

 

IL PUNTO SU INDAGINI E RICERCHE

Sara è scomparsa nel nulla la sera del 4 dicembre, dopo un litigio con il suo convivente. L'uomo, non vedendola tornare a casa dopo alcune ore, chiamò il 112. E, insieme a un amico, si mise a cercarla per la città. Per il momento la vicenda viene classificata come un allontanamento volontario, ma le indagini del Commissariato di Vigevano stanno proseguendo. Le ricerche hanno finora dato esito negativo. «Sono a disposizione – riferisce il compagno – Se fosse necessario effettuare una comparazione del Dna, in casa ci sono ancora molte cose di Sara. La notte del 4 dicembre uscì lasciando in casa anche l'I-Phone che utilizzava abitualmente».

L'articolo completo sul numero de L'Informatore Vigevanese in edicola

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