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‘Ndrangheta, blitz della Guardia di Finanza: arresti tra Lombardia, Piemonte e Calabria

Traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi da sparo, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

10 Gennaio 2022 - 09:11

‘Ndrangheta, blitz della Guardia di Finanza: arresti tra Lombardia, Piemonte e Calabria

Immagine di repertorio

L’operazione è scattata all’alba di oggi (lunedì) con l’intervento dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia che – con la collaborazione del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma e supportati da reparti della Lombardia, Piemonte e Calabria – hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare – di cui 8 in carcere e 5 ai domiciliari – emesse dal Gip del Tribunale di Milano. Disposto anche un obbligo di dimora, mentre altre 3 persone indagate sono state sottoposte all'obbligo di firma.

Sono oltre un centinaio i militari delle Fiamme Gialle che hanno effettuato le perquisizioni e, con il supporto dalle unità anti-terrorismo pronto impiego (ATPI), l’impiego di unità cinofile e dei mezzi aerei del Corpo, sono stati impegnati nella ricerca e nella cattura dei destinatari delle misure cautelari.

Nel video, i militari della Guardia di Finanza mentre eseguono arresti e perquisizioni nei confronti di soggetti che sarebbero contigui a storiche famiglie ‘ndranghetiste originarie di Platì (Reggio Calabria)

I reati contestati dalla Procura Distrettuale Antimafia milanese vanno, a vario titolo, dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti alla detenzione e al porto di armi da sparo, fino a episodi di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini erano partite nel 2019. Alcune delle persone coinvolte sarebbero vicine a storiche famiglie ‘ndranghetiste originarie di Platì (Reggio Calabria, che si sono radicate nel Nord Italia, nei territori a cavallo tra le province di Pavia, Milano, Monza Brianza e Torino.

Il sodalizio criminale trattava quantitativi di droga importanti, in particolare cocaina e marijuana, che venivano immessi nella rete di distribuzione, vendita e consumo, rifornendo anche i gruppi criminali a loro collegati in Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana. Alle attività criminali hanno partecipato anche le mogli e le compagne di alcuni degli indagati, coinvolte durante le operazioni di prelievo, consegna e confezionamento della sostanza stupefacente, oltre che di rendicontazione dei proventi illeciti. Proventi che venivano investiti in società di servizi e imprese edili, costituite ad hoc per sfuggire a eventuali aggressioni patrimoniali da parte dello Stato, ma di fatto inattive.

Sono diversi gli episodi di natura estorsiva scoperti dai militari della Guardia di Finanza di Pavia, che in questi mesi hanno monitorato le attività dei sospettati. Nello specifico, gli appartenenti al clan intimidivano chi ritardava i pagamenti della sostanza stupefacente e chi non saldava i propri debiti. Per le loro attività, potevano contare su armi automatiche, in particolare di mitragliatori Kalashnikov, che venivano riforniti da un'altra cellula calabrese collegata.

 

 

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