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bollettino 14 gennaio

In Lombardia 33856 nuovi contagi e 115 morti

Il tasso di positività scende al al 15,8%.

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

14 Gennaio 2022 - 18:23

Covid

Foto di Jose Lattari

Sono 33856 i nuovi contagi rilevati in Lombardia, dove nell'ultimo giorno sono stati processati 214163 tamponi; il tasso di positività scende e si attesta al 15,8% (16,7%). In provincia di Pavia sono 1855 i positivi segnalati. Aumenta il numero dei ricoverati negli ospedali: i pazienti Covid in terapia intensiva sono attualmente 262 (+2), mentre sono 3469 (+17) negli altri reparti. Sono 115 i decessi in Regione per coronavirus, dall'inizio della pandemia 35777.

«Con oltre 112.000 somministrazioni di vaccino anti Covid-19 anche nella giornata di ieri e numeri analoghi per la giornata di oggi, la campagna vaccinale in Lombardia continua a ritmo serrato – fanno sapere con una nota dalla Direzione Generale Welfare della Regione – Grazie all’alta percentuale di popolazione vaccinata con ciclo primario completo (il 90% della popolazione over 12), la buona adesione al 35% tra i bambini dai 5 agli 11 anni, per i quali la campagna vaccinale è partita da un mese (il 24% è già stato vaccinato) e con la terza dose booster somministrata al 64% di chi ha completato il ciclo primario da almeno 120 giorni (percentuale che sale all’82% tra gli over 60 e all’88% tra gli over 80), regione Lombardia, nonostante la forte diffusività della variante Omicron, sta dimostrando di saper reggere anche all’impatto della nuova ondata».

I nuovi casi per provincia:

Milano: 10.450 di cui 4.188 a Milano città

Bergamo: 2.999

Brescia: 4.473

Como: 1.998

Cremona: 1.087

Lecco: 897

Lodi: 821

Mantova: 1.433

Monza e Brianza: 2.709

Pavia: 1.855

Sondrio: 961

Varese: 2.976

SCUOLA E GESTIONE DELLA PANDEMIA: LE NOVITÀ

La Direzione Generale Welfare della Regione annuncia un'iniziativa per migliorare la gestione della pandemia nelle scuole che coinvolgerà le Ats, i pediatri di libera scelta e le scuole primarie e secondarie di primo grado. L'accordo prevede di promuovere alcune azioni, su base volontaria, come l'effettuazione dei tamponi antigenici da parte dei pediatri presso i propri ambulatori per i minori in carico che presentino casi sintomatici, chiusure isolamento e chiusure quarantena, T0 e T5. Il progetto denominato  "Adotta una scuola"  prevede che un pediatra (o più di un pediatra per le scuole/plessi popolosi) "adotti" una scuola nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, fornendo supporto e consulenza al personale scolastico con presidi settimanali ed effettuando tamponi agli studenti. «I pediatri che intendono aderire comunicano all’Ats la propria disponibilità (minimo 3 ore consecutive a settimana in un’unica giornata presso la sede di un istituto comprensivo individuato) – precisano dalla Direzione Generale Welfare – Le Ats supporteranno il coordinamento delle attività tra pediatri e Istituto comprensivo e, tramite il ‘portale scuola’, garantiscono l’emissione di provvedimenti di quarantene e di sorveglianze. Le Asst possono collaborare mettendo a disposizione negli istituti più grandi, personale infermieristico di supporto, in particolare infermieri di famiglia».

La situazione in Italia al 14 gennaio, clicca qui per accedere alla dashboard

In base al monitoraggio settimanale effettuato dall'Iss, l'Istituto superiore di sanità, è emerso un aumento dell'incidenza dei casi a livello nazionale: nella settimana dal 7 al 13 gennaio sono 1988 ogni 100mila abitanti, contro i 1669 dei sette giorni precedenti. Cresce anche l'Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, pari a 1,56. «É in leggera diminuzione – si legge nel monitoraggio – invece l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,2 (1,18-1,22) al 4/01/2022 vs Rt = 1,3 (1,27-1,32) al 28/12/2021». Il tasso di occupazione in terapia intensiva è arrivato al 17,5%, la scorsa settimana era al 15,4%. Anche il tasso di occupazione in aree mediche sale e arriva al 27,1%, contro il 21,6% della scorsa settimana. «È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 50%) – spiegano dall'Iss – ed aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (39% vs 34%)».

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