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VALEGGIO

Morì annegata nel canale per salvare i cani: il Gip di Pavia dovrà decidere sul no all'archiviazione

Il giudice ha già ritenuto ammissibile l'opposizione della famiglia; l'udienza il prossimo 6 giugno

Umberto Zanichelli

Email:

umberto.zanichelli@ievve.com

04 Maggio 2022 - 16:43

Morì annegata nel canale per salvare i cani: il Gip di Pavia dovrà decidere sul no all'archiviazione

Polina Kochelenko aveva 35 anni

Un caso che potrebbe riaprirsi. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pavia, Maria Cristina Lapi, si pronuncerà definitivamente sull'ammissibilità dell'opposizione all'archiviazione, chiesta dalla Procura e osteggiata dalla famiglia, in ordine alla morte di Polina Kochelenko, la trentacinquenne ex-modella di origine russa diventata addestratrice cinofila, trovata morta nelle acque della Roggia Malaspina a Valeggio il 17 aprile dello scorso anno. Una fine che è stata imputata ad una tragica fatalità: la caduta nel corso d'acqua nella quale la giovane donne si sarebbe immersa per salvare due dei cinque cuccioli di pochi mesi che aveva con sé in quel momento, esemplari pregiati del valore di quasi 5 mila euro ciascuno.

Il corpo era stato recuperato dai vigili del fuoco

Molte delle circostanze legate alla morte della donna non avevano convinto la famiglia tanto che madre si è affidata all'avvocato Tiziana Barrella del foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che ha coordinato un pool di specialisti tra i quali l'investigatore privato Claudio Ghini di Stradella e l'ingegner Fabrizio Vinardo dell'Ordine di Torino, oltre ad altri periti e consulenti. Ad oggi tutti sono convinti che la morte di Polina Kochelenko non sia stata accidentale e che uno dei possibili moventi sia legato all'alto valore dei cuccioli che aveva con sé quel giorno e dei quali si è persa ogni traccia. L'autopsia, eseguita presso l'istituto di medicina legale di Pavia, non ha mai chiarito del tutto i dubbi sulle reali cause della morte; tuttavia per la Procura gli elementi a disposizioni sono stati considerati sufficienti per chiedere l'archiviazione alla quale la famiglia della trentacinquenne russa si è sempre opposta strenuamente.

Ad alimentare i dubbi sulla ricostruzione di quei momenti ci sono anche due esposti presentati alla Procura della Repubblica da una blogger appassionata di criminologia che ha segnalato come alcuni dati relativi a Polina e ai suoi spostamenti segnalati dal suo blog siano stati cancellati dopo la morte della donna da qualcuno che, evidentemente, era in possesso delle credenziali di accesso.

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